«Faremo un progetto solo. Palazzo Vecchio colpisce noi e tollera lo scempio in piazza Repubblica» I tredici locali di piazza Duomo si preparano a smantellare i propri dehors. E la stretta sulla proliferazione dei servizi all'aperto contenuta in un regolamento comunale siglato in accordo con la soprintendenza sta provocando un vespaio di polemiche. Ma per rispondere all'aut aut del Comune, baristi e ristoratori hanno chiesto ad uno studio di architettura fiorentino di realizzare un progetto unitario da presentare agli uffici tecnici. «Molti dei nostri locali sono piccoli e all'interno, soprattutto d'estate, non riusciamo a contenere tutti i clienti. Crediamo che la scelta di Palazzo Vecchio inciderà molto sugli affari, non vorremmo essere costretti a licenziare i dipendenti per mancanza di lavoro. E comunque nelle nuove disposizioni sui dehors non c'è logica. Questa piazza invece di migliorare diventerà oscena». Per tre anni Palazzo Vecchio ha permesso che in tutta l'area della Basilica di Santa Maria del Fiore i locali potessero installare pedane in legno, sedie, tavolini e in alcuni casi anche gli ombrelloni pagando un corrispettivo di circa 12 mila euro per il periodo estivo e 4 mila (a trimestre) per quello invernale. Ma ora cambia tutto, anzi, per la precisione dal 15 novembre. I bar e i ristoranti che affacciano sul Duomo e sul Battistero di San Giovanni, dunque, entro fine ottobre dovranno liberare la piazza e sostituire i dehors con tavolini e sedie «più leggeri» in modo che, tutte le sere, possano essere smontati e riposti in magazzino. Unica eccezione sarà la pedana del bar Scudieri perché non impatterebbe sul cono visivo dei monumenti. C'è malcontento tra i ristoratori di piazza Duomo, impegnati a trovare una soluzione che possa soddisfare entrambe le parti. Si cerca, soprattutto, di salvare quei dehors pagati tra gli 8 mila e i 15 mila euro e «che ora dovremo gettare nella spazzatura», dicono i diretti interessati. «Ci siamo indebitati per realizzare il nostro spazio all'aperto perché pensavamo che ci avrebbero dato una proroga. E invece nella primavera scorsa è arrivata una lettera del Comune in cui ci veniva comunicato che entro ottobre bisogna sgomberare la piazza». I titolari dei bar e dei ristoranti puntano il dito contro l'amministrazione e la soprintendenza perché «tollerano lo scempio di piazza della Repubblica, dove non ci sono dehors ma vere e proprie case, di piazza della Signoria e di piazza Strozzi, e colpiscono solo noi. Quando, tre anni fa, abbiamo firmato l'accordo con Palazzo Vecchio ci erano state date delle prospettive, ci avevano detto di non preoccuparci, ecco perché molti di noi hanno chiesto leasing e mutui. Poi la doccia fredda». Secondo i commercianti «piazza Duomo si trasformerà in una sagra di paese, nella Festa dell'Unità. Il dehors dà decoro, ordine e pulizia, mentre tavolini e sedie, in mezzo di strada, sistemati su un selciato oltretutto sconnesso, sanno di squallido». La nuova soluzione prospettata dal Comune preoccupa, e non poco, i ristoranti: «Tre anni fa ci hanno obbligato a realizzare un impianto luci ad hoc. A questo ci aggiunga che noi, per investire sulle nostre attività, abbiamo aggiunto i ventilatori per l'estate, le stufe per l'inverno e tante altre piccole accortezze di cui ora non sappiamo che farcene».
Firenze, dehors. I locali protestano: così sembrerà una fiera di paese
Il Comune di Firenze ha deciso di smantellare i dehors dei locali di piazza Duomo, che sono stati installati per tre anni. I bar e i ristoranti che affacciano sul Duomo e sul Battistero di San Giovanni devono liberare la piazza e sostituire i dehors con tavolini e sedie più leggeri. La decisione è stata presa in accordo con la soprintendenza e sta provocando polemiche tra i commercianti. Molti di loro hanno chiesto ad uno studio di architettura di realizzare un progetto unitario per presentare agli uffici tecnici. I titolari dei locali puntano il dito contro l'amministrazione e la soprintendenza per tollerare lo scempio di piazza della Repubblica e di altre aree.
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