Niente più pedane, ringhiere e ombrelloni. Ma soprattutto addio a coperture di plastica, mega ventilatori e improbabili illuminazioni al neon. I dehors di bar e ristoranti di piazza Duomo e piazza San Giovanni dovranno essere smontati entro il 15 novembre, quando scadranno i permessi triennali per l'occupazione del suolo pubblico concessi da Palazzo Vecchio. La decisione era stata comunicata a marzo dagli uffici comunali ai commercianti della piazza, in modo che quest'ultimi potessero prepararsi a quella che il sindaco Dario Nardella aveva ribattezzato come «rivoluzione culturale». In piazza Duomo e San Giovanni, da novembre, sbarcherà infatti il «modello Parigi»: addio agli invasivi dehors, al loro posto, sempre previa autorizzazione, ci potranno stare solo sedie e tavolini, che la sera dovranno essere riposti nei locali. E questi ultimi dovranno essere pure dello stesso modello per tutti e tredici i locali. I commercianti, dopo le dure proteste dei mesi scorsi, hanno poi capito che stavolta Palazzo Vecchio faceva sul serio. «O vi adeguate o addio allo spazio esterno per consumare bibite e panini», era stato l'aut aut dell'amministrazione. Così i proprietari dei locali hanno fatto una riflessione collettiva e, grazie dal coordinamento di un architetto, hanno presentato di propria iniziativa e a proprie spese un «piano unitario» per la riqualificazione dell'area. Eliminando pedane e ringhiere dei dehors non si danneggerà più il «cono visivo» per chi, ad esempio, arriva da via Panzani o borgo San Lorenzo. Si tratta di una prescrizione rigida, richiesta dalla soprintendenza ai Beni architettonici e accolta dal Comune dei mesi scorsi, quando fu firmato l'accordo per rivedere radicalmente le regole per costruire i dehors nell'area Unesco della città. Quel patto fissò anche un tetto: dentro le mura, oggi, ci sono quasi undicimila metri quadrati di dehors, ma non ce ne potranno essere più di 14 mila, limite oltre il quale Palazzo Vecchio bloccherà ogni tipo di autorizzazione. Giovanni Bettarini, assessore allo Sviluppo economico di Palazzo Vecchio, sta seguendo da vicino la vicenda, molto spinosa. A novembre scadranno infatti centinaia di autorizzazioni per i gazebo esterni ai locali, in Comune si parla di circa 400 casi, che dovranno essere gestiti uno ad uno, ma rispettando i paletti dell'intesa firmata con la soprintendenza. E sempre su questa linea, anche alcuni dei ristoranti di piazza Signoria, quattro in tutto, quelli sul lato della Loggia dei Lanzi. Dovranno abbassare l'altezza delle ringhiere dei dehors da 120 a 90 centimetri. Una riduzione che, anche in questo caso, consentirà di non danneggiare la vista di Palazzo Vecchio a chi arriva appunto da via Vacchereccia, strada in discesa che acuisce ulteriormente l'effetto muro. I commercianti di piazza Duomo non sono però gli unici ad essersi auto organizzati. Anche in questo caso, per non rischiare di rimanere senza dehors, i proprietari di una quindicina di locali hanno digerito l'addio a tendoni e coperture in plastica. E anche da San Lorenzo è arrivata una proposta unitaria per rifare tutti i dehors con un design uniforme e di qualità. Poi toccherà alle bancarelle, visto che l'area dietro al Mercato Centrale assomiglia sempre di più a una casbah.