Rinviata l'assemblea prevista per stamani al Bargello e indetta dalle 8,15 alle 10 dalla Cisl Funzione Pubblica. «Non volevamo arrecare danni ai turisti spiega Giuliana Guidoni Avremmo bloccato anche le attività di altri 4 musei. La faremo la prossima settimana». L'avevano data per certa già la settimana scorsa: per stamane, dalle 8,15 alle 10, era previsto che i lavoratori del Bargello, iscritti alla Cisl Funzione Pubblica, si riunissero in assemblea per discutere dei ritardi nel pagamento dei turni straordinari, il cosiddetto salario accessorio. Era previsto perché ieri alle 13,30 è arrivato il contrordine. L'assemblea è stata rimandata. Si farà la settimana prossima, in un giorno ancora da stabilire e da concordare con i vertici del museo. Effetto del decreto voluto dal ministro Dario Franceschini che ha assimilato i servizi museali ai servizi essenziali ridimensionando le modalità di protesta dei lavoratori? Della notizia che il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha firmato lo spacchettamento per i pagamenti arretrati? O ancora della posizione emersa dalla segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan che ha definito lo spettacolo di 4 giorni fa al Colosseo (i turisti in coda arrabbiati con il monumento chiuso per assemblea) «indecoroso?». A parlare con Giuliana Cantini, rappresentante per l'ex Polo museale Fiorentino della Cisl le ragioni sono varie: «Se abbiamo deciso di rimandare questa assemblea, che comunque si farà la settimana prossima, e che non è uno sciopero, quindi ha poco a che vedere con il decreto approvato l'altro giorno, è perché non volevamo arrecare troppi danni ai turisti il martedì, giornata tradizionalmente di maggiore affluenza dopo il fermo del lunedì. Tra l'altro la ricaduta la si avrebbe avuta non solo al Bargello, ma anche negli altri siti museali di cui, da quando è stata approvata la riforma dei Beni Culturali, questo museo, divenuto autonomo, è capofila». Si tratta delle Cappelle Medicee, di Orsanmichele, del museo di Palazzo Davanzati e di quello di Casa Martelli. La Cisl insomma prende tempo e cerca di limitare i disagi per i turisti tendendo una mano a quanto chiesto da Roma. Anche se Giuliana Cantini tiene a precisare: «Non si tratta di andare incontro al Governo, quanto di evitare disagi aggiuntivi ai turisti che nella vertenza c'entrano poco. La questione dei salari accessori è ancora aperta e noi vorremmo che a Roma approvassero una nuova regolamentazione per impedire che ci siano ritardi così importanti». Ricordiamo che i lavoratori dell'ex Polo hanno un arretrato per questa voce di nove mesi, i pagamenti dei salari accessori sono fermi al dicembre del 2014. Poco importa, dunque se proprio ieri Franceschini ha diramato una nota in cui afferma che il 17 settembre, giornata dell'assemblea al Colosseo, aveva informato i sindacati che il Ministero dell'Economia e delle Finanze aveva sbloccato i fondi per i pagamenti: «Questo annuncio spiega Cantini significa solo che il ministro Padoan ha firmato. A questo punto ci saranno tempi imposti dalla burocrazia che si prospettano lunghi. Occorrerà che i fondi vengano ripartiti dallo stesso Ministero. Poi occorrerà che le singole istituzioni museali comunichino alle segreterie regionali dei Beni Culturali i turni dei lavoratori, quindi si potrà procedere coi pagamenti. Un iter così lungo non va bene. Noi vogliamo che vengano snellite le procedure. Per questo ci riuniremo in assemblea». Ma senza bloccare i turisti. .