Sala piena per decidere le manifestazioni. «Vittorio Emanuele variante del Contorta» VENEZIA. Bandiere dei No Grandi Navi, gazebo e barche: il comitato contro le crociere in laguna torna in piazza il 3 o il 4 ottobre con una nuova manifestazione. La prima dell'«era Brugnaro». Lo hanno deciso ieri sera in un'assemblea affollata oltre ogni aspettativa, che ha riempito la sala San Leonardo anche di volti nuovi, tanti cittadini e alcuni consiglieri comunali e municipali: Felice Casson, Giovanni Pelizzato, Monica Sambo della lista del senatore, la cinquestelle Elena La Rocca, il presidente di Municipalità Giovanni Andrea Martini. «Dopo la sconfitta elettorale un'assemblea con questi numeri è la migliore risposta verso chi ci ha accusati di essere morti», ha detto il portavoce Tommaso Cacciari. L'altro portavoce, Luciano Mazzolin, punta il dito contro Brugnaro e il suo assenso allo scavo del canale Vittorio Emanuele: «Abbiamo raccolto 124 mila firme contro nuovi canali, il sindaco è stato eletto con 30 mila voti». Forti della vittoria al Tar dello scorso 29 luglio che ha bocciato l'iter amministrativo Contorta, il comitato annuncia di essere pronto a presentare altri ricorsi che chiamino in causa quel canale e intanto chiede di adottare interventi immediati come navi con tecnologia non inquinante, come i motori a gas naturale liquefatto in costruzione in Giappone. «Lo scavo del Vittorio Emanuele è presentato come variante al Contorta prosegue Mazzolin peccato che quel progetto è già stato bocciato dal Tar». E Armando Danella: «Mostrino il tracciato subito, senza attendere la Via, così lo demoliamo. Ci sono i bacini di evoluzione?». Gli interventi si susseguono e così le critiche: ai pd Alessandra Moretti e Andrea Ferrazzi rei di aver appoggiato il Vittorio Emanuele, a Porto e Vtp che rifiuterebbero l'avamporto al Lido di DufercoDe Piccoli per non perdere il monopolio delle banchine. Poche ore prima la commissione urbanistica chiamata a valutare proprio la delibera con la quale la giunta di fatto «boccia» l'avamporto, aveva rimandato indietro l'atto per eccesso di inesattezze. Giovedì il consiglio comunale dovrebbe discuterla e votarla, sempre ammesso che sia corretta in tempo. Le osservazioni al progetto Venis Cruise 2.0 oggetto sono state spiegate alla commissione dall'assessore all'Urbanistica e all'Ambiente Massimiliano De Martin, che ha garantito correzioni rapide. «Il progetto è carente ha detto non è nel Prg del Porto, l'Autorità portuale non lo ha dichiarato di interesse pubblico, inoltre il proponente è un privato privo di titolo per farlo e non ha in gestione gli spazi acquei e di terra». Ci sono poi questioni tecniche da approfondire. «Venis Cruise considera il traffico del 2005 ma oggi è raddoppiato - ha spiegato Andrea Costantini, direttore del settore Ambiente - sono sottostimate le previsioni meteo-marine e l'area è sito Unesco, protetta». Sui temi ambientali nessuno ha avuto da ridire, sulle osservazioni giuridico-amministrative sì. «Dire che il progetto non è conforme al Piano regolatore del Porto è ridicolo, non è aggiornato dal 1904», ha detto Davide Scano (M5S). Felice Casson ha spiegato ai colleghi le norme della Via a proposito di proponenti privati(«La legge prevede che chiunque possa presentare progetti, la commissione ne decide il valore») e ha ricordato che il 29 luglio il Tar ha bocciato lo scavo del canale Contorta ma la delibera non ne parla come non parla del Pat. «Mettiamo a posto il testo», ha chiesto Saverio Centenaro (Fi). Critico il fucsia Renzo Scarpa: «Il Comune ha ricorso contro il Contorta perché si valutassero tutte le alternative, ora non può scrivere queste cose». Lapidario, nel merito del progetto, il fucsia Maurizio Crovato: «E' una follia». In serata, all'assemblea pubblica la docente Andreina Zitelli è tornata sulla commissione comunale dicendo che la relazione tecnica degli uffici dell'Ambiente tra le note ha inserito il rumore prodotto dalle navi (60 decibel), negativo per gli uccelli. «E gli abitanti di Santa Marta?», ha chiesto. Anche il docente Iuav Carlo Giacomini ha elencato le problematicità dell'avamporto: l'ostilità di Cavallino Treporti, lo scavo di 3 milioni di metri cubi, i pali in cemento. Pronta la risposta di De Piccoli, presente a San Leonardo: «Il progetto si può migliorare, il collegamento con il Cavallino è un'uscita di emergenza fondamentale. O si portano le navi fuori dalla laguna o si rinuncia al futuro del porto».