Iniziata la 12 campagna di scavo del sito archeologico di Vignale, lungo l'Aurelia, dove nel 2014 è stato riportato alla luce lo straordinario mosaico del IV sec. d. Cristo. (nella foto una fase degli scavi).Un esempio di archeologia pubblica, condivisa e sostenibile, che si finanzia attraverso una raccolta fondi, crowdfunding, e attraverso il rapporto virtuoso che si è instaurato con il territorio e le comunità vicine. L'avvio della nuova fase è stata inaugurata ufficialmente ieri alla presenza degli amministratori dei Comuni del territorio (per Piombino erano presenti l'assessore alla cultura Paola Pellegrini e l'assessore ai lavori pubblici Claudio Capuano), del responsabile della ricerca il professor Enrico Zanini dell'Università di Siena, dei 20 archeologi dell'Università che seguono lo scavo, fra i quali Elisabetta Giorgi autrice del volume a fumetti "C'era una villa romana: cinque archeostorie a fumetti da Vignale di Maremma" realizzato insieme a Massimo Panicucci per volontà dell'Associazione Cultura e Spettacolo di Riotorto. Presenti inoltre i titolari dell'azienda agricola di Vignale e la cooperativa "fuori Schema". Il mosaico è stato dunque nuovamente riportato alla luce, dopo la copertura effettuata con la chiusura della precedente campagna di scavo, e viene visitato quotidianamente da moltissimi bambini e studenti. «Già in questa prima settimana abbiamo ricevuto 89 bambini per visitare lo scavo e fare attività didattiche - spiega il professor Zanini - Il mosaico, di grandissima importanza, è capace di raccontare infatti secoli di storia. Dal periodo della villa romana, infatti, probabilmente il mosaico fu poi utilizzato per una funzione diversa, probabilmente religiosa, fornendoci interessanti informazioni sulle prime fasi della cristianizzazione. Gli scavi recenti hanno fatto emergere infatti la presenza di alcune tombe. Siamo in presenza, probabilmente, del fenomeno conosciuto come cristianizzazione delle ville e questa è una scoperta eccezionale - prosegue Zanini - che va a inserirsi in un contesto già molto ricco dal punto di vista archeologico, colmando un arco temporale non ancora rappresentato e documentato sul territorio».