La ricorderete, quel giorno, 27 marzo 2014, lei sola accanto a Barack Obama, guida speciale del presidente Usa in visita privata al Colosseo. L'architetto Barbara Nazzaro, dopo il diluvio di polemiche di ieri, non ci sta e le ricaccia indietro: «Siamo orgogliosi di essere uno dei monumenti più visitati al mondo. E riusciamo a esserlo perché il Colosseo è aperto 363 giorni l'anno. E da marzo a ottobre anche quattro serate a settimana...». L'architetto Nazzaro, 49 anni, è il direttore tecnico del Colosseo, che quest'anno sfonderà il record dei 6 milioni di visitatori, con un ricavo di circa 50 milioni di euro. Altro che crisi! Il suo «appeal» nel mondo resta intatto e, anzi cresce nel tempo, indipendentemente dalle tensioni governo-sindacati: «Il Colosseo è e resta per me un grande onore - dice lei che ama il basso profilo e preferirebbe restare lontana da ogni polemica -. Ma è soprattutto un grande impegno lavorativo quotidiano. Mi auguro che sempre nuova gente venga a vederlo perché ha una grande valenza storica. E ogni giorno è una sfida che ci appassiona tutti». Queste parole, piene di amore e di orgoglio, le pronuncia confidandosi con un amico. Sono tante infatti le richieste d'intervista piovutele ieri sul tavolo, ma l'architetto Nazzaro ha gentilmente risposto di no. Essere il direttore tecnico dell'Anfiteatro Flavio, del resto, vuol dire vivere ogni giorno da vicino i problemi del monumento e di chi ci lavora. Problemi seri che necessitano di soluzioni pronte e prese sempre con grande lucidità. Qualità che per fortuna a lei non difettano. Se ne accorse subito anche Barack Obama, che al termine della visita non nascose il suo apprezzamento: «Lei, signora, è una splendida guida italiana», le disse grato. E l'architetto Nazzaro, di rimando, per nulla intimorita: «Grazie, presidente, che galantuomo che è lei!». «How big», disse Obama, trovando il Colosseo molto più grande «di un campo da baseball». Ripensando a quel giorno, le viene da sorridere: «Quando arrivò, ci fu ovviamente molta cura nelle misure di protezione (già: 26 macchine di scorta, 8 moto, un elicottero in cielo e centinaia di poliziotti italiani di rinforzo, ndr ). Il Colosseo restò chiuso tutta la giornata per ragioni di sicurezza», ricorda la Nazzaro. Restò chiuso 24 ore e nessuno protestò, a differenza dell'altro giorno: custodi in assemblea e cancelli sprangati «solo» per due ore e mezza. La provocazione, però, non viene raccolta dall'architetto, che sceglie di continuare l'amarcord: «Quel giorno spiegammo ad Obama il monumento come macchina di spettacolo, con le sue crudeltà e i suoi segreti». No, le polemiche proprio non le interessano: «Grazie al restauro dei sotterranei e del terzo livello, insieme con il collega Piero Meogrossi, dal 2010 abbiamo parzialmente aperto spazi una volta chiusi al pubblico. Sono queste le cose che danno soddisfazione».