La Provincia chiama sindaci e Ateneo. Pronta la candidatura LECCE. Con Capitale Europea della Cultura 2019, probabilmente, è stato commesso un errore strategico: puntare solo sulla candidatura di Lecce, non coinvolgendo l'intero Salento. Si sa come è finita: oggi Lecce è Capitale Italiana della Cultura 2015 ma in città la rabbia per la sfida persa (vinta da Matera) non è ancora passata. Ora ci potrebbe essere un'altra battaglia da affrontare: il riconoscimento dell'Unesco come patrimonio dell'umanità. Una sfida lanciata molti anni fa dal professor Gino Rizzo, il preside di Beni Culturali scomparso nel 2005. Questa volta, però, la candidatura non sarà solo Lecce ma l'intero Salento. Sì, perché la Provincia di Lecce è pronta a coinvolgere i sindaci (compreso quello di Lecce) e l'Ateneo per l'avvio della procedura finalizzata alla candidatura. Ad annunciarlo è Wojtek Pankiewicz, professore universitario e presidente dell'associazione «Valori e Rinnovamento», che ha incontrato Simona Manca, consigliera provinciale con delega alla Cultura. «La Manca ha confermato, anche a nome del presidente Gabellone, la piena concreta disponibilità della Provincia ad avviare l'iniziativa», spiega il prof. La candidatura non punterebbe solo sul Barocco leccese ma anche sulle altre risorse culturali del Salento, come i «tesori» di Galatina, il centro storico di Nardò, il castello di Copertino, la Cattedrale di Otranto, il mare di Gallipoli e tanto altro ancora. Insomma una candidatura «forte» e «compatta». Quella di sito patrimonio dell'umanità è la denominazione ufficiale delle aree registrate nella lista del patrimonio dell'umanità, o nella sua accezione inglese World Heritage List, della Convenzione sul patrimonio dell'umanità. La Convenzione, adottata dalla Conferenza generale dell'Unesco il 16 novembre 1972, ha lo scopo di identificare e mantenere la lista di quei siti che rappresentano delle particolarità di eccezionale importanza da un punto di vista culturale o naturale. Il Comitato della Convenzione ha sviluppato dei criteri precisi per l'inclusione dei siti nella lista. La lista è composta da un totale di 1007 siti (di cui 779 beni culturali, 197 naturali e 31 misti) presenti in 161 Nazioni del mondo. L'Italia è la nazione a detenere il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell'umanità (51 siti), seguita dalla Cina (48 siti) e dalla Spagna (44 siti). Anche la Francia e la Germania hanno più di 40 patrimoni, con rispettivamente 41 e 40 siti riconosciuti.