«Come si fa a non avere ancora restaurato Pompei? Divento matto solo a pensarci». Così Diego Della Valle, ieri a Napoli per la presentazione del nuovo «Punto luce» di Save the Children a Barra, un progetto sostenuto da Tod's. Della Valle Il mio impegno per Barra «Presidente, un tiro?» e lui non si sottrae all'invito del ragazzino. Sotto un infuocato sole di settembre, Diego Della Valle prende la mira e fa goal, nel campetto del nuovo «Punto luce» che Save the Children ha inaugurato a Napoli, quartiere Barra. Ieri la cerimonia di presentazione, con il principale sponsor dell'operazione, Della Valle appunto. Insieme all'imprenditore anche Claudio Tesauro, a rappresentare l'associazione che difende l'infanzia, e il vicesindaco Raffaele Del Giudice. La sede è la scuola Rodinò, nella quale si è innestato il progetto dell'associazione internazionale. In pratica gli organizzatori definiscono questi «punti luce» degli «spazi ad alta densità educativa» progettati per quartieri svantaggiati. Luoghi dove si può giocare, fare arte, leggere, praticare sport e incontrare esperti di vari settori. A Napoli quello di Barra è il secondo, il primo è nato qualche mese fa alla Sanità. «Non sei un imprenditore completo», afferma Della Valle, «se non restituisci alla comunità qualcosa di quello che hai ottenuto con la tua bravura e anche con un po' di fortuna». Il patron di Tod's assicura che farà opera di proselitismo: «Ho in programma incontri singoli con ciascuno dei miei amici: li convincerò a metterci la faccia. Anche a Napoli». E qui si rivolge direttamente a Gianni Punzo, che è seduto in platea, in prima fila, durante l'incontro di presentazione. Poi Della Valle prosegue: «Se qualcuno si rifiuta», scherza, «farò nomi e cognomi. Anche se ci sono molti già impegnati. Noi imprenditori dobbiamo soprattutto investire sul territorio dove sorgono le nostre imprese». Poi racconta del progetto di «Noi italiani», che verrà presto varato nel segno della solidarietà. Di politica invece non vuole parlare: «I guasti che ci sono in Italia non derivano certo solo dagli ultimi sei mesi, direi piuttosto dagli ultimi trent'anni. Parliamo invece dei risultati che stiamo ottenendo qui a Napoli con questa bella iniziativa, e anche altrove. La nostra azienda sostiene la Scala, abbiamo restaurato il Colosseo». A questo proposito l'ad di Tod's commenta l'assemblea dei lavoratori che ieri ha tenuto fuori del Colosseo i turisti. «I lavoratori possono avere anche i loro giusti motivi, ma un blocco di poche ore può avere ripercussioni enormi sulla reputazione dell'Italia. Notizie come queste si ingigantiscono facilmente». Da Roma a Pompei, Della Valle lamenta lo stato degli scavi: «Come si fa a non avere ancora restaurato Pompei? Divento matto solo a pensarci. Spiegatemelo. C'è il mondo intero che vuole venire qua, tutti dicono che è un problema aperto, che c'è una soluzione a portata di mano, ma Pompei non viene mai sistemata. Non capisco. Speriamo che le istituzioni si sveglino». Anche perché il Sud e Napoli potrebbero essere un paradiso. «Basterebbe mettere le cose a posto. Trasporti, servizi, città sicure. Altrove non è così, ci sono i servizi e non c'è la bellezza, la materia prima. Napoli è la mia seconda città, ci vengo spessissimo. Vorrei che anche gli amici imprenditori napoletani si dessero da fare». Al vicesindaco Del Giudice, intanto, lancia un'idea: recuperare lo spazio dell'ex Ospedale Militare, con tanto di campetti da gioco. Potrebbe essere la prossima tappa del suo impegno per Napoli.