CAMAIORE. Ha a lungo taciuto, portando avanti il suo lavoro - legato al progetto di ampliamento e riallestimento del museo archeologico di Camaiore - che presto vedrà la luce. Poi è andata in pensione e, dopo il saluto - non propriamente gradito - del sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto che ha parlato di un suo «apporto di passione fondamentale prima del 2012 in supplenza delle tante mancanze nel settore culturale che si registravano quotidianamente da parte della politica» ha deciso di raccontare pubblicamente quello che in questi anni non ha funzionato. Protagonista della vicenda la ormai ex direttrice del museo archeologico Stefania Campetti. «L'attuale Sindaco, nonostante ripetute richieste, non è mai venuto a vedere ciò che si sta realizzando. Per fortuna altri amministratori e le Commissioni consiliari hanno potuto valutare la complessità e la particolarità del progetto museale al quale io e la collega, con gli architetti progettisti abbiamo tanto lavorato». «Ora, avendo io rinunciato a ben 133 giorni di ferie pur di portare avanti questo allestimento apprendo dal Sindaco che i miei ultimi tre anni di lavoro sono stati ininfluenti. Mi consola comunque credere che i lettori capiscano benissimo le reali ragioni per le quali da anni, vengo periodicamente denigrata sul giornale: o a firma del Sindaco (come lo scorso anno) o del Gruppo Archeologico che, invece di collaborare come fanno le associazioni in tutti i musei, ci ha sempre fatto la guerra. Ho dichiarato ufficialmente la mia disponibilità a completare l'allestimento, gratuitamente come è ovvio. Non c'è intenzione di predisporre un regolare atto in proposito». Inevitabile dunque un addio. «Il lavoro che ero disponibile a concludere con i progettisti dell'allestimento non è più dovuto. Anzi, appreso come si intende ora procedere per "potenziare" l'Ufficio Musei non è più dovuta neppure la donazione che stavo predisponendo, con un elenco e un atto ufficiale, di un buon numero di volumi di archeologia e soprattutto di numerosi oggetti storici e riproduzioni archeologiche di mia proprietà indispensabili per il progetto "tattile" approvato dalla Regione. Deciderò se continuare comunque a collaborare all'allestimento o se mi dedicherò solo alla pubblicazione scientifica dei reperti dei nostri scavi, visto che la proprietà dei dati scientifici acquisiti rimane anche da pensionati e che l'accessibilità nei Musei per studio e ricerca è consentita a tutti. Colgo anche l'occasione per ringraziare i colleghi del settore tecnico per il loro prezioso contributo sui cantieri di scavo. Continuerò a seguire da "volontaria" (questo nessuno può impedirmelo) la manutenzione e le ricerche nelle aree archeologiche di Grotta all'Onda e Montecastrese, insieme a docenti e ricercatori di varie Università. Questi due siti archeologici sono stati recentemente devastati da atti di vandalismo mirato, con scavo non autorizzato, danneggiamento della stratigrafia archeologica e asportazione dei cartelli tradotti in tre lingue e da noi realizzati con la Provincia. Questa è dimostrazione di cultura oppure è altro?».