Senza i treni che un giorno percorreranno i binari del Belpaese a 300 kmh forse non saremmo mai riusciti a ricostruire per intero la nostra storia. Per anni abbiamo rincorso la nostra identità in modo occasionale, ritrovamento dopo ritrovamento, coccio dopo coccio, in un rapporto di incontro-scontro col territorio. Ogni colpo di trivella una nuova incognita. Poi è arrivata l'Alta velocità e in molti hanno visto in quei cantieri un ulteriore pericolo. Invece qualcosa è cambiato. È accaduto il contrario. I lavori per la realizzazione delle nuove infrastrutture si sono legati alla valorizzazione del patrimonio nascosto. Operai e ingegneri hanno lavorato fianco a fianco con archeologi e paleoantropologi. E il Lazio ha fatto da laboratorio. Sono stati ricostruiti villaggi popolati da ominidi; riportate alla luce antiche strade romane (Collatina e Prenestina); insediamenti abitati da animali fantastici (Ceprano), fossili di elefanti risalenti a 385 mila anni fa nell'antica Valle Latina. Lungo la tratta Roma Napoli sono stati censiti e indagati ben 140 siti archeologici, di cui 50 nei 128 chilometri - da Zagarolo a Cassino - che ricadono nel tratto di competenza laziale. Il risultato di questo lavoro è una collana Dvd, un grande inedito racconto, una preistoria digitale. Ed ecco allora la stazione di sosta con edificio termale di età romana a Vahnontone. Un luogo di culto di età romana a Fontana della Grotta. Un insediamento neolitico a Casal del Dolce, nei pressi di Anagni. E ancora: lo scavo integrale di un santuario a Colle della Noce, che verrà inserito in un nuovo percorso archeologico; un'antica villa romana a Cardegna, con un'ampia area termale e mosaici di particolare pregio; insediamenti produttivi e artigianali al Colle dei Lepri, una fornace romana al Colle Pelliccione e una carbonaia a Colle Carbone. Il primo Dvd è stato proiettato ieri al Complesso del San Michele a Ripa, presenti il ministro per i Beni e le attività culturali Rocco Buttiglione. delle Infrastrutture e i trasporti Pietro Lunardi, l'amministratore delegato di Fs, Elio Catania, e quello della Tav, Antonio Savini Nicci. «L'Alta velocità si è rivelata un'autentica fucina - ha esordito il professor Andrea Carandini, ordinario di Archeologia e storia dell'Arte greca e romana all'Università La Sapienza, che ha fatto da moderatore - è stato rinvenuto un sito archeologico ogni 500 metri. La chiave di questa metodologia è una sperimentazione che in futuro diventerà prassi normale». Si chiama "Archeologia preventiva", un sondaggio clinico. Un monitoraggio in grado di ispezionare il sottosuolo. Individuare, senza sollevare un metro di terra, con la tecnica delle risonanze magnetiche, i giacimenti della nostra memoria. Ipertrofia di cui il nostro Paese, fortunatamente, soffre. «Nel 92 dei casi - ha continuato Carandini - è bastato il monitoraggio fotografico e satellitare per evitare i monumenti e le grandi opere, la memoria non può essere nemica della vita». Pianificare per scegliere in via preliminare il tracciato di minor impatto e ridurre il rischio archeologico.Questo in sintesi è il metodo destinato ad essere fissato in una norma e già applicato anche per la realizzazione di metanodotti, lottizzazioni, porti e autostrade. In questo campo l'Italia ha dimostrato di poter essere leader. Il prossimo passo sarà la realizzazione di una Carta archeologica del territorio italiano, in vista di una successiva grande Carta europea. Già in passato i lavori ferroviari hanno portato ad importanti scoperte archeologiche. Si pensi al ritrovamento di Giuditta. una delle più belle navi romane di San Rossore, località nei pressi di Pisa. Ma anche, andando indietro nel tempo, alla Basilica sotterranea risalente al I secolo D.C. rinvenuta nel 1917 a Porta Maggiore, in pieno centro di Roma. La realizzazione dell'intera rete Tav ha permesso di studiare finora oltre 300 siti archeologici, di cui almeno 50 di riconosciuto valore scientifico. E ha portato investimenti (circa il 3 dei finanziamenti della Legge obiettivo) indispensabili per alimentare le ricerche e le ricognizioni geomagnetiche. I lavori per la Roma-Napoli iniziarono nel 1990 e, passo dopo passo, stanno per concludersi, anche se con qualche anno di ritardo. Il 2005 per le Ferrovie è l'anno del centena-rio. Una ricorrenza da ricordare. Anche per questo nel prossimo dicembre la nuova linea - costata quasi il doppio del previsto, 5 miliardi di euro - verrà inaugurata, ad eccezione dell'ultimo tratto (Afragola-Napoli) per il quale si parla del 2008. Ma d'ora in poi l'archeologia non sarà più un alibi per giustificare eventuali ritardi.
Il Messaggero
17 Giugno 2005
La preistoria superveloce
CL
Claudio Marincola
Il Messaggero
Il progetto per la realizzazione della linea ferroviaria Roma-Napoli ha portato alla scoperta di numerosi siti archeologici nel Lazio. I lavori, iniziati nel 1990, hanno permesso di ricostruire villaggi popolati da ominidi, antiche strade romane e insediamenti abitati da animali fantastici. Il progetto ha anche utilizzato la tecnica dell'archeologia preventiva, che consiste nel monitorare il sottosuolo con risonanze magnetiche per individuare i giacimenti della memoria. Il ministero per i Beni e le attività culturali ha presentato un DVD che racconta la storia di questi scavi.
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