Importante ritrovamento tra San Filippo e Antraccoli, vicino al San Luca LUCCA. Un sarcofago in piombo dell'età romana torna alla luce durante i lavori di "archeologia preventiva" in corso tra San Filippo e Antraccoli, nell'area del segmento orientale della viabilità di accesso all'ospedale San Luca. Il sarcofago è stato ritrovato durante lo scavo di due tombe d'età romana con protezione detta "a cappuccina" (formata da tegole poste a 45). Non è la prima volta che nell'area dell'ospedale vengono fatti ritrovamenti simili. Il ritrovamento del sarcofago in piombo permette di indagare sul periodo compreso tra il 300 e il 500 d.C, in cui Lucca era divenuta una piazzaforte sulle vie che dall'Italia Settentrionale portavano a Roma, disegnando un sistema stradale che per molti aspetti anticipa la medievale Via Francigena. Si può immaginare che siano state le necropoli delle città dell'Emilia da cui partiva la strada transappeninica che si concludeva a Lucca a offrire il modello, poiché è proprio il territorio emiliano presenta per il momento la massima concentrazione di sarcofagi in piombo in area italiana. La pratica di proteggere le salme affidate al terreno collocandole in una cassa formata da lamina di piombo opportunamente ripiegata e saldata, sigillata da un coperchio costruito nello stesso modo, tra il III e IV secolo d.C, si diffonde infatti nelle province occidentali dell'Impero Romano dal Medio Oriente, dove era già ampiamente attestata in Siria e in Palestina. La rimozione e il trasporto del sarcofago sono stati realizzati secondo il progetto messo a punto dal centro di restauro della Soprintendenza, che curerà anche l'apertura della cassa e il successivo restauro. I lavori per la nuova viabilità proseguono al momento con la realizzazione dei sottoservizi in particolare per quelli dedicati al nuovo parcheggio gratuito adiacente all'ospedale.