MILANO Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato da alcune organizzazioni ambientaliste, tra cui Wwf e Legambiente e Italia Nostra, in cui si chiedeva l'annullamento della delibera con cui il Cipe nel 2003 aveva approvato il progetto preliminare per la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina. Dopo la bocciatura del ricorso nel 2004 dal Tar del Lazio le organizzazioni ambientaliste hanno proposto l'appello al Consiglio di Stato e ora è stato nuovamente respinto, concludendo così la vicenda. Il Tar del Lazio si era pronunciato negativamente sul ricorso degli ambientalisti nel febbraio, dello scorso anno. Oltre al Cipe le organizzazioni ambientaliste avevano chiamato in causa i ministeri competenti (Ambiente, Economia, Infrastnitture Beni Culturali), l'Anas, Fintecna, Rete ferroviaria italiana, la società dello Stretto di Messina e le regioni Sicilia e Calabria. Nel ricorso si sosteneva che l'opera presentasse, tra l'altro, la violazione della normativa in tema di tutela dell'ambiente, con carenze nella valutazione di impatto ambientale e nella normativa sui lavori pubblici, oltre a lacune del progetto in tema di studi sismici e di geotettonica, ma anche dubbi sulla sostenibilità economica e sul mancato coinvolgimento dei comuni interessati.
Ponte sullo stretto: il Consiglio di Stato respinge il ricorso degli ambientalisti
MILANO Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato da alcune organizzazioni ambientaliste, tra cui Wwf e Legambiente e Italia Nostra, in cui si chiedeva l'annullamento della delibera con cui il Cipe nel 2003 aveva approvato il progetto preliminare per la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina. Dopo la bocciatura del ricorso nel 2004 dal Tar del Lazio le organizzazioni ambientaliste hanno proposto l'appello al Consiglio di Stato e ora è stato nuovamente respinto, concludendo così la vicenda. Il Tar del Lazio si era pronunciato negativamente sul ricorso degli ambientalisti nel febbraio, dello scorso anno. Oltre al Cipe le organizzazioni ambientaliste avevano chiamato in causa i ministeri competenti (Ambiente, Economia, Infrastnitture Beni Culturali), l'Anas, Fintecna, Rete ferroviaria italiana, la società dello Stretto di Messina e le regioni Sicilia e Calabria. Nel ricorso si sosteneva che l'opera presentasse, tra l'altro, la violazione della normativa in tema di tutela dell'ambiente, con carenze nella valutazione di impatto ambientale e nella normativa sui lavori pubblici, oltre a lacune del progetto in tema di studi sismici e di geotettonica, ma anche dubbi sulla sostenibilità economica e sul mancato coinvolgimento dei comuni interessati.
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