L'avvocato, presidente della Fondazione Crt, giudica l'integrazione tra i due musei della contemporaneità: "Carolyn è la persona giusta per ripartire" "L'OFFERTA culturale di Torino è eccezionale e non solo per le arti figurative: è finito il tempo dei piccoli egoismi e delle piccole concorrenze, oggi si deve ragionare in una logica di sistema". Fulvio Gianaria, presidente di Fondazione Crt Arte Moderna e Contemporanea, è ottimista sui nuovi sviluppi dell'arte torinese, in un momento di importanti cambiamenti. Avvocato Gianaria, due giorni fa la presentazione della neo direttrice di Gam e Castello di Rivoli Carolyn Christov-Bakargiev, già domani l'incontro del comitato scientifico Crt Arte per le nuove acquisizioni. Le piace questa integrazione tra i due musei? "Sì, mi piace. Penso che la proposta della città si sia arricchita sempre più: si può andare dal Polo Reale all'Egizio a Venaria, ora c'è stato anche il risveglio dell'Accademia Albertina, ci sono il Museo Fico e il Pav, per non citare che alcuni esempi nell'arte visiva, ma non sono da meno la musica e la danza. Quando si ha così tanto, occorre cambiare logica, abbandonare un egoismo che non si traduce in servizio per la comunità. Ben vengano allora le unioni tra i singoli: se poi metti insieme le eccellenze, come Gam e Rivoli, questo non può che essere positivo. Noi del resto, proprio in questa logica, già da tempo abbiamo messo le acquisizioni a disposizione dei due musei, senza distinzione, e così continueremo. Ma c'è un'altra cosa da aggiungere". Ovvero? "Tutto dipende da chi c'è alla guida. Se è una persona come Carolyn Christov Bakargiev, che sprizza energia, voglia di innovare e inventare, di essere di esempio ai suoi collaboratori, capisci che si potranno raggiungere i risultati". Insomma, la neo direttrice riuscirà a fare un miracolo, in un momento così difficile dal punto di vista economico? "Guardi, affermare che minori risorse portino a dequalificare il prodotto culturale non corrisponde al vero. Il prodotto culturale dipende dalla qualità, Carolyn è la persona giusta per ragionare proprio in termini di qualità. È vero poi che ci si deve confrontare con indici di produttività". In che modo? "I musei devono perdere un po' della loro autoreferenzialità ed essere al servizio del pubblico e della comunità. Quando si hanno poche risorse, si deve evitare che queste servano a mantenere il palazzo: il palazzo deve avere mura sottili, essere aperto e produrre, assolvere alla sua funzione di servizio, dagli orari al rapporto con i visitatori, rompendo vecchie regole, piccoli privilegi e abitudini consolidate". Poi però ci sono i numeri che parlano da so-li: il Castello di Rivoli costa 4 milioni e mezzo di euro all'anno e ne incassa circa 200mila. Come si possono far rendere di più i musei? "Certo è più facile per un luogo come la Reggia di Venaria, che raggiunge un pubblico più vasto e si autofinanzia per metà, mentre è più difficile per il contemporaneo, in Italia ancora di nicchia. Ma i biglietti non bastano per risolvere la situazione: da una parte ci vuole il contenimento della spesa, dall'altra il coinvolgimento dei privati: e quando dico privati non mi riferisco solo alle fondazioni bancarie". Si riuscirà a far intervenire davvero i privati, scelta ormai indispensabile in un momento di ristrettezze per le risorse pubbliche? "Ecco, vengo al punto: Christov-Bakargiev ha un'ottica di intervento che, grazie anche alle sue conoscenze, prevede di chiamare intorno a Gam e Rivoli soggetti non solo italiani, ma europei. Con la qualità, che crea attrazione e genera una selezione anche tra gli sponsor, lei può garantire un reinserimento dei due musei in un circuito internazionale e coinvolgere anche i collezionisti direttamente per le mostre. Ci sono le banche, che giocano ruoli di primo piano nei grandi musei europei: dobbiamo arrivarci anche noi. E c'è l'Art Bonus, che può aiutare. Credo poi che siano pronti a ripartire, dopo una lunga assenza, anche gli Amici del Castello di Rivoli, che grazie a nuovi innesti potrebbero portare un sostegno economico: vorremmo però che fossero non 14, ma 1400". Insomma, i nostri musei uniti riusciranno a confermare il primato dell'arte torinese? "Certo se si confrontano i nostri numeri con le risorse dei grandi musei, e penso alla Tate e al Reina Sofia, c'è una bella differenza: ma credo che qui ci siano tutte le capacità per raggiungere il meglio. Le amministrazioni di Comune e Regione sono fortemente impegnate in questo obiettivo, le fondazioni bancarie non sono da meno: siamo una squadra attenta e disponibile, sono convinto che faremo un buon lavoro".
Fulvio Gianaria: "È ora di finirla con i piccoli egoismi Così l'arte ritrova la sua centralità"
L'avvocato e presidente della Fondazione Crt, Fulvio Gianaria, giudica positiva l'integrazione tra i due musei della contemporaneità, Gam e Castello di Rivoli, con la nomina della direttrice Carolyn Christov-Bakargiev. Egli sottolinea l'importanza di cambiare logica e abbandonare un egoismo che non si traduce in servizio per la comunità. Gianaria è ottimista sui nuovi sviluppi dell'arte torinese e crede che la neo direttrice possa fare un miracolo. Egli sottolinea l'importanza di evitare che le risorse servano a mantenere il palazzo e di rompere vecchie regole e abitudini consolidate.
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