La nomina di Sylvain Bellenger alla guida del museo di Capodimonte è un "segnale per tutta l'Italia" Musei, il club dei nuovi direttori campani: "Faremo sistema" Sylvain Bellenger (sulla sinistra) e Serena Bertolucci "In bocca al lupo, la sua nomina è un segnale per l'Italia". Così Matteo Renzi ha accolto martedì 15 settembre nella della Crociera al ministero dei beni culturali, a Roma, Sylvain Bellenger, lo storico dell'arte francese che da Chicago sbarca a Napoli per guidare il museo di Capodimonte. Quel giorno è in programma la conferenza stampa per la presentazione dei 20 direttori dei musei nazionali, e il premier ha trovato il tempo per salutare calorosamente Bellenger. "È un grande acquisto per l'Italia" fa da sponda la direttrice della Palazzo reale di Genova, Serena Bertolucci, che siede accanto a Renzi. Bellenger, che lascia l'Art Institute di Chicago, ringrazia il presidente del consiglio con un largo sorriso. Inizia così la presentazione ufficiale dei neo direttori, con il ministro Dario Franceschini che parla di "una sfida del governo, una riforma che rinnova il sistema museale italiano". Tra i venti manager, oltre a Bellenger, ecco Paolo Giulierini, toscano, un incarico al Museo di Cortona, che dirigerà il museo archeologico nazionale di Napoli, atteso in città il 28 settembre. E poi ancora, Mauro Felicori, che dalla guida del settore cultura del Comune di Bologna giunge a Caserta per mettere in ordine la gestione della reggia vanvitelliana. Infine, il tedesco Gabriel Zuchtriegel, 34 anni, cui spetta il compito di dirigere il museo e il parco archeologico di Paestum. L'incontro romano è anche l'occasione per conoscersi di persona. Tanto che a fine giornata i manager campani si ritrovano seduti ai tavoli di un bar per un caffé e un brindisi e per guardarsi negli occhi. Un patto tra i manager, con la presenza anche del direttore del polo museale campano, Mariella Utili, e del soprintendente archeologo di Pompei, Massimo Osanna, reduce da una mattinata all'Expo di Milano dove aveva parlato di Pompei e tutela dei beni archeologici. C'è da lavorare per avviare la complessa macchina della riforma. "Può diventare un club importante il nostro - ragiona Mauro Felicori - se lavoriamo bene alla promozione internazionale del patrimonio museale campano. Mettendo insieme Napoli, Caserta, Paestum, oltre che Pompei ovviamente, possiamo fare una cosa importante e comunicare anche all'estero che c'è un sistema che funziona con servizi, sicurezza, qualità". Tra una settimana il manager bolognese dovrebbe prendere possesso del suo ufficio alla Reggia di Caserta. "Ci sono tutte le condizioni per fare bene - ripete Felicori - e non dobbiamo deludere. La mia forza sono i lavoratori che incontrerò appena sarò alla reggia". Soddisfatto e contento è anche il nuovo direttore dell'Archeologico, Paolo Giulierini, per il quale "la visita del premier Renzi, non attesa, ci ha onorato. La sua presenza garantisce un sostegno importante in questa operazione che non rottama il precedente, tanto che alla riunione che abbiamo tenuto sono stati inviati anche i direttori dei poli museali regionali. Un'aria così positiva non si respirava da tempo al ministero". Chi invece "rottamerà" tutti è l'archeologo tedesco Gabriel Zuchtriegel, 34 anni, alla guida dell'area archeologica di Paestum. A lui Renzi ha detto scherzando "lei rottamerà anche noi, tranne Franceschini, che è "irrottamabile". In bocca al lupo di cuore". Per l'intera giornata del 15 settembre, alemno 8 ore, i nuovi direttori sono stati in riunione con il ministro Franceschini e i vertici del Mibact. Un primo incontro per mettere a confronto esperienze, bisogni, proposte. "Ho presentato loro - spiega il ministro - le condizioni in cui si trovano i nostri musei. Ed è emerso da tutti loro la volontà di lavorare come squadra e di fare sistema. Siamo all'inizio - ha scandito Franceschini - di un percorso di grandi cambiamenti. Credo che sia un pezzo del cambiamento del Paese". Tra i sette direttori non italiani, ecco il francese Sylvain Bellenger che andrà a dirigere Capodimonte. Per lui "la riforma è molto positiva ed è di segno europeo. Una competizione internazionale come questa non è mai stato fatta. La prima cosa da capire è come mai una collezione così importante come quella di Capodimonte sia fuori dagli itinerari turistici". Problemi e questioni che Bellenger si troverà ad affrontare da subito. "Con lui c'è grande sintonia - racconta Giulierini - ci siamo dati appuntamento per far sì che i due musei che dirigiamo, Archeologico e Capodimonte, facciano sistema insieme". L'altro europeo del quartetto campano è il tedesco Zuchtriegel (Paestum) che insiste su contenuto e tecnologia, ma prima di tutto sulla "bellezza del contenuto. Il museo - dice - deve diventare una esperienza, non più una vetrina, una collezione, ma una esperienza di cui fa parte innanzitutto il contenuto. Bisogna ritornare sul contenuto. Far sì che il museo diventi un posto dove la gente vuole tornare. Le tecnologie sono importanti, ma il punto di partenza è il contenuto. Bisogna ragionare su cosa vogliamo raccontare. Se parliamo di Paestum, ci sono bellezze di duemila anni fa".