"NON ci saranno scempi edilizi in Fiera, né aumenti di volumetrie. Gli eventi della campionaria sono importanti e dedicati agli operatori. Parlare di declino è un'affermazione gratuita ". Ugo Patroni Griffi smentisce qualsiasi timore di vedere il quartiere fieristico e soprattutto la zona monumentale, sconvolti dall'arrivo dei privati. Presidente, Dino Borri, docente al Politecnico e presidente regionale del Fai, dalle pagine del nostro giornale si è detto preoccupato, temendo per l'integrità architettonica della Fiera. "Non so quali documenti abbia letto il professore. Nel secondo bando l'amministrazione comunale tramite i suoi rappresentanti nel consiglio generale ha richiesto, ed io per primo ho condiviso, che non si potesse aumentare la volumetria all'interno del quartiere fieristico". Avete quindi inserito una clausola contro gli scempi edilizi? "C'è un blocco preventivo. Si può investire rimettendo a nuovo padiglioni fatiscenti oppure si può demolire e ricostruire, ma a parità di cubatura. Una misura, quest'ultima, molto limitata perché la maggior parte dei padiglioni sono vincolati dalla Soprintendenza". Ma la nuova gestione privata potrà costruire sul fronte mare? "Non ci sono aree concesse prospicienti il mare". Borri ha dubbi anche sul progetto socio-economico che verrebbe fuori dalla privatizzazione: un'operazione che lascerebbe a Bari segmenti di nicchia come quelli dei cosmetici o Militaria. "Faccio presente che Cosmoprof è una delle più importanti fiere italiane di cosmetica. Ha un fatturato di milioni di euro ed è dedicata agli operatori del settore. Militaria poi è collezionismo dell'antiquariato". La privatizzazione, comunque, continua a far discutere anche per il rischio di conflitto di interessi in cui potrebbe trovarsi il presidente della Camera di Commercio, Ambrosi, socio dell'ente e membro della cordata che rileverà la gestione della Fiera. "Alessandro Ambrosi è pronto a rinunciare all'incarico di delegato della cordata nella discussione che avremo sulla stesura del contratto ".