DOV'ERANO presenti un paio di direttori di musei milanesi. Il loro sguardo perplesso, sebbene educatamente dissimulato, valeva più di mille recensioni. Assolto Daverio per non aver commissionato il fatto, i responsabili risultano il professor Gianni Baratta e monsignor Gianantonio Borgonovo, direttore e presidente della Veneranda Fabbrica. Il professore assicura che «di fronte a quest'opera ognuno di noi può ricontattare un sentire inconsapevole, ancestrale». Il monsignore spiega che «la Veneranda Fabbrica ha scelto sin dalle sue origini l'arte come momento di espressione privilegiato per raccontare la contemporaneità ». Basta intendersi su che cosa è arte. E su che cosa è arte sacra contemporanea. Già la scultura di Tony Cragg in Duomo appare casuale e incongrua, e più compiacente che plausibile suona la dichiarata ispirazione alla Madonnina di un'opera molto simile a tante altre dell'artista. A proposito di madonnine, la copia in scala 1:1 esibita nel padiglione della Veneranda Fabbrica all'Expo strizza l'occhio al grande pubblico (cui viene offerta a 27,90 euro anche una scadente riproduzione) senza sforzo alcuno di fantasia estetica e pedagogica. Eppure non mancano nella chiesa milanese tentativi seri di coniugare arte sacra e linguaggio contemporaneo. L'installazione di Wolf Wostell nel padiglione Caritas all'Expo. Le mostre curate da padre Andrea Dall'Asta a San Fedele e da Paolo Biscottini al Diocesano. Monsignor Borgonovo presentando l'Enigma Primordiale ha citato l'arcivescovo Montini, futuro Paolo VI, appassionato di arte contemporanea. Ma è lecito dubitare che un uomo che amava Matisse e Chagall avrebbe approvato una scelta di così basso profilo. In un bellissimo discorso del 1964 nella Cappella Sistina Paolo VI rifletteva sul doloroso distacco tra la Chiesa e gli artisti. Imputava loro di avere perduto per strada la vera bellezza. Ma riconosceva le responsabilità della Chiesa. «Siamo andati anche noi per vicoli traversi, dove l'arte e la bellezza e - ciò che è peggio per noi - il culto di Dio, sono male serviti».