Cosa avrebbero detto i pensatori medievali di fronte al Compianto a pagamento? Avrebbero sbarrato gli occhi. Perché si tratta di chiese, aperte a tutti, che altrimenti rischiano di diventare musei. I pensatori medievali, ai quali di quando in quando faccio riferimento per professione ma anche per passione (e qualche volta per ricavare spunti o conforto), condividevano alcune idee: che il tempo è di tutti (loro dicevano di Dio), che il sapere è di tutti (dicevano sempre che è di Dio) e che dunque non si poteva pagare a qualcuno tempo e sapere, cose di cui non si deteneva la proprietà. Ovviamente si trovò un sistema per salvare il principio e nel contempo gli interessi dei maestri dell'Università (si diceva Studio), ad esempio, che si facevano pagare non per il sapere che distribuivano, ma per la fatica («labor») del diffonderlo. Sospendiamo il discorso su tempo e sapere, occupiamoci di bellezza e pensiamo alla cattedrale di Notre Dame (e più localmente al nostro Compianto ). Interrogati se far pagare per vedere un'area di Notre Dame o di Santa Maria della Vita, avrebbero sbarrato gli occhi anche coloro che inventarono con fantasia il sistema per far pagare il tempo (quello detto di tutti) nel caso di prestito di denaro, dove davvero fra il momento dell'anticipazione e quello della restituzione scorre solo del tempo. Avrebbero sbarrato gli occhi anche, ma non solo, perché si tratta di chiese: aperte a tutti, ce lo ha appena ricordato Papa Francesco dicendo che se non sono e restano aperte diventano musei. Ecco, in un museo ha senso far pagare il biglietto (magari non sempre e non a tutti). Diverso in una chiesa, anche se si entra solo per vedere magnifiche opere d'arte. Sono opere che fanno parte della chiesa, della sua storia, della sua funzione. Opere che dovevano rendere magnifico il luogo, far pensare, educare, commuovere. E poi, concretamente, proviamo a immaginare la situazione: entro in chiesa e posso vedere gratis una Santa Rita dipinta da un pittore minore, ma per vedere nella cappella accanto una bella Vergine con il bambino devo pagare. Gratis la modestia, la bellezza a pagamento. Se volgo lo sguardo di qua la visione è libera, se di là è ostacolata da una paratia che protegge da sguardi gratuiti un capolavoro. Capisco che preservare questi luoghi costa e che si devono cercare sostenitori, ma sostenitori disposti a mantenere la fruizione per tutti, a conservare intatta la chiesa nella sua completezza, fatta di opere mediocri e di altre magnifiche. A questi sostenitori renderemo merito, faremo sconti: qualcosa andrà pensato (dobbiamo essere educati in questo senso), ma lascerei proprio per ultima l'idea della visione a pagamento di un'opera bella che è parte integrante di una chiesa come quella di cui stiamo parlando. Un'opera che i bolognesi sentono fortemente come loro, che tornano di frequente a vedere e che accompagnano altri a vedere. Un'opera alla quale sono legati persino modi dire: la mia nonna mi diceva, se assumevo un'aria disperata, di «non fare la Maria del Compianto» e si riferiva al «nostro» Compianto, l'unico che conosceva. Facciamo che la bellezza è di tutti almeno là dove era stata pensata e realizzata per tutti in una chiesa che, ci è appena stato ricordato, deve essere aperta a tutti.