Itinerario per turisti dall'Accademia a Punta della Dogana: mappe e sconti Saranno dieci anni che in laguna si parla del «chilometro dell'arte». Da Punta della Dogana infatti si allarga una lingua di Venezia punteggiata di grandi sedi espositive pubbliche e private. Tanto che un solo chilometro sembrava ormai troppo stretto. Eppure nessuna collaborazione era davvero nata. Ora in quattro hanno rotto gli indugi e lanciano la sfida: è il «Dorsoduro Museum Mile», il museo reticolare lungo un miglio, che dalle Gallerie dell'Accademia incontra Palazzo Cini, incrocia la Collezione Peggy Guggenheim e arriva a Punta della Dogana. «Uno strano museo concentrato geograficamente e con un'offerta che per casualità ha anche una scansione cronologica», lo spiega Giulio Manieri Elia, direttore delegato delle Gallerie. Dunque: un museo statale, ora raddoppiato, con un'ala storica (che custodisce capolavori medievali e rinascimentali) e una nuova destinata anche mostre temporanee. Palazzo Cini, riaperto con il suo "tesoro" domestico. E due must del contemporaneo, entrambi privati e stranieri, ovvero Guggenheim e Pinault. Primo servizio comune è una mappa. Ritirandola in una delle sedi del Museum Mile, si può avere sconti all'ingresso (a Palazzo Cini 8 euro invece che 10, alla Dogana 10 euro al posto di 15) o servizi (una miniguida chez Peggy). Tutto da definire alle Gallerie dell'Accademia, in attesa che la nuova direttrice prenda formalmente possesso e decida come far stare il Museo in questa partnership. Complice lo sponsor delle Assicurazioni Generali, il Museum Mile vuole essere «un punto di partenza, nato tra amici che già collaborano», dicono tutti e quattro. Martin Bethenod alla guida di Palazzo Grassi lo spiega come «un progetto orizzontale e flessibile, nato per prossimità, siamo vicini di casa». E ricorda come già per la mostra tutt'ora in corso, l'artista Danh Vo abbia pescato e scambiato opere tra Gallerie e Cini. Dunque, per il momento nessuna programmazione comune o progetti condivisi: ognuno tiene la propria autonomia e la propria rete di partners. Aggiunge Luca Massimo Barbero, direttore dell'Istituto di storia dell'arte alla Fondazione Cini: «Offriamo ai nostri visitatori la possibilità di fare una passeggiata nel tempo, mille anni di storia dell'arte in un miglio, un'offerta formidabile». E invidiabile per chiunque a Venezia. Tanto che Philip Rylands, direttore della Guggenheim quasi perde il suo aplomb: «Qualcuno sarà verde di rabbia» si chiede. «Solo una battuta. Intanto è un esperimento, vediamo se funziona». E gli altri? «Diamoci tempo e verifichiamo la possibilità di altre collaborazioni». Come la prenderanno i vicini e tutti quelli che ci si sentivano già protagonisti del super-chilometro dell'arte, si vedrà.