Con la pubblicazione del bando è ufficialmente aperta la gara per il nuovo direttore della pinacoteca Carrara. In prima linea la responsabile di Accademia e Gamec Maria Cristina Rodeschini. Ma c'è anche Giovanni Valagussa. E Giovanni Carlo Federico Villa sta valutando. Anno storico per la Carrara. Dopo la riapertura ad aprile, ora l'emissione di un bando di selezione per un nuovo direttore. Il secondo in duecento anni di pinacoteca. In passato solo Francesco Rossi ricoprì questa carica dal 1973 al 2004 a seguito di un concorso. Adesso si replica con un bando indetto dalla Fondazione Carrara. I requisiti richiesti per titoli di studio ed esperienze professionali sono chiari: laurea specialistica o magistrale, qualifica in tutela e valorizzazione dei beni culturali, competenze gestionali e un passato dirigenziale per almeno un quinquennio in organismi ed enti pubblici o privati operanti nel settore museale. Criteri non da poco o, per usare le parole dell'assessore alla Cultura Nadia Ghisalberti, «stringenti e ben dettagliati, indispensabili per selezionare una figura di alto profilo che porti una ricaduta positiva sul museo, riposizionandolo nel panorama internazionale, e sulla città». Figura non facile da rintracciare: non esistono grandi storici dell'arte che siano anche grandi manager. Lo dice la bergamasca Claudia Ferrazzi, ex vice amministratore generale al Louvre, ora segretario generale dell'Accademia di Francia a Villa Medici: «Sono due profili difficilmente associabili in una persona». La notizia del bando, le cui domande sono da presentare entro il 15 ottobre, è stata inviata via mail a testate di stampa locale, nazionale, internazionale, come il New York Times , e di settore. «Controlleremo la situazione mediatica per una settimana per vederne la ricaduta. Poi valuteremo se procedere con inserzioni pubblicitarie», dice Gian Pietro Bonaldi, amministratore della Cobe. Ma per Giovanni Carlo Federico Villa, attuale direttore dei musei civici di Vicenza e conservatore dei suoi pubblici monumenti, «non c'è bisogno di una pagina sull' Economist . Il mondo dell'arte è piccolo. Ci sarà un immediato passaparola» e si dice combattuto sull'ipotesi di candidarsi. Nel poker bergamasco dei candidabili, insieme a Maria Cristina Rodeschini, responsabile Accademia Carrara e Gamec, il conservatore della pinacoteca Giovanni Valagussa e Simone Facchinetti, conservatore del Museo diocesano Bernareggi, ora Villa si smarca: «Dovrò valutare con grande attenzione l'idea di candidarmi visto che sono direttore dei musei di Vicenza». Valagussa conferma invece l'intenzione di presentare la domanda: «Esperienze universitarie ne ho, ho lavorato al museo per anni». La parola spetterà alla commissione, «scelta dopo la presentazione di tutte le domande», dice l'assessore Ghisalberti, ma nei salotti cittadini c'è chi punta sulla vittoria di un candidato con esperienze dirigenziali. Un profilo che porta in primo piano la candidatura proprio di Rodeschini, che per il momento però si schernisce. «Non ho ancora letto il bando dice . Lo leggerò e parlerò con l'amministrazione comunale, da cui dipendo, per capire quali pensieri hanno su di me, visto che sono responsabile della Carrara e della Gamec. Se ci saranno le condizioni per candidarmi ci penserò». Nell'ambiente vengono esclusi invece nomi come quello di Nicholas Penny, direttore uscente della National Gallery. Anche Facchinetti presenterà la domanda essendo «conoscitore del patrimonio locale dall'esperienza internazionale, esempio è la mostra di Moroni alla Royal Academy di Londra, dove l'anno prossimo curerò un progetto su Giorgione». Resta fuori dai giochi Angelo Loda, il cui nome era circolato mesi fa. Bresciano e soprintendente a Mantova, dice: «Ormai cercano figure più manageriali che storici. Solitamente poi sono tagliati su misura per persone già individuate».