Un giorno in biblioteca: consegne a singhiozzo, cataloghi incompleti, riviste chiuse al Forte Ogni mattina, i 140 armadietti dove vanno depositati gli zaini e le borse alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze sono quasi tutti pieni. Gli studenti vanno e vengono a consultare libri, a prenderli in prestito. Nel pomeriggio, invece, non si va oltre la sessantina di armadietti occupati: trenta persone nelle due sale di lettura, una venticinquina nella sala manoscritti, appena tre all'emeroteca. La più importante biblioteca d'Italia (6 milioni e mezzo di libri, 120 mila periodici, 70 mila stampe, 25 mila manoscritti, 4 mila incunaboli) funziona a scartamento ridotto. La consegna dei libri, per prestiti o consultazioni, si fa solo di mattina, tranne il martedì, in cui c'è solo di pomeriggio. E le «finestre» sono rigide: i testi vengono consegnati alle 9,30, 11, 12 e 13. Visto che le richieste devono essere depositate allo sportello mezz'ora prima, chi lo fa alle 9,01 deve aspettare fino alle 11 per avere un libro. Chi lo fa alle 12,31 va direttamente al giorno dopo. Col rischio di non ottenerlo neppure. Perché il sistema informatico non è in grado di sapere se un volume è stato perso, se è mal collocato, e neppure se è rovinato e quindi escluso dalla consultazione. La biblioteca dovrebbe essere invece in grado di dire subito all'utente se quel dato volume è stato prestato a qualcun altro; niente: «Per sapere se un libro c'è o no, deve venire domattina», ci si sente dire nel pomeriggio al banco della consegna. Se si deve fotocopiare qualche pagina, il tempo di attesa medio è di venti minuti. Ma, recita un cartello, «in caso di congestione del servizio è possibile che l'accettazione delle richieste venga sospesa fino all'esaurimento delle richieste precedentemente approvate». Quindi, visto che più di tre libri per volta non possono essere ritirati, c'è il rischio fondato di non riuscire a concludere una piccola ricerca nell'arco di un giorno. Nel 2005, alla Nazionale fu organizzato un sondaggio tra gli utenti: furono 1021 i questionari compilati. Una popolazione composta per gran parte da studenti universitari e da dottorandi puntò l'indice sui tempi lunghi per la consegna e la carenza di informazioni. Alla Nazionale è bene chiedere, sempre; ad affidarsi alle informazioni ufficiali si rischia di fare un viaggio a vuoto: sul sito web, a seconda delle pagine, si spiega che la consegna prosegue nel pomeriggio oppure si interrompe a metà giornata. «Dovrebbe essere tutto il giorno spiegano al banco ma siamo troppo pochi. Tra qualche mese forse ce la faremo con i ragazzi del servizio civile». Per gli utenti, il problema peggiore sono i cataloghi incompleti. Il sistema di ricerca bibliografica del sito raccoglie le opere dal 1986 in poi. Per quelle precedenti si lavora da decenni alla catalogazione, mai conclusa. Così, dopo aver consultato internet, conviene integrare la ricerca negli archivi con le schede cartacee. Sul web, poi, mancano anche tante opere fresche di pubblicazione. Gli ultimi lavori di Kazuo Ishiguro e di Corrado Augias ancora non ci sono; e andando indietro nel tempo, si trovano altri «buchi»: i sonetti di Shakespeare non si trovano nell'edizione Frassinelli, malgrado la collana «I classici classici», con le sue traduzioni innovative, sia stato uno degli eventi letterari degli anni '90. Una biblioteca Nazionale, secondo la definizione di Unesco, dovrebbe conservare tutto quanto edito in quel Paese; si chiama «deposito legale», gli editori devono consegnare una copia di tutto quel che pubblicano: «Ogni anno arrivano 70 mila volumi e 18 mila testate: due chilometri di materiale, che in parte resta accatastato», racconta Antonia Ida Fontana, direttrice dal 1996 al 2010. Per Fontana, il problema nasce dal calo di personale: 370 dipendenti nel 1996, 280 nel 2010, appena 165 il primo gennaio 2015. Quel che è peggio è che gran parte dei lavoratori furono assunti tra il 1979 e i primi anni '80. E oggi, l'età media sfiora i 60. Con le inevitabili difficoltà a gestire la digitalizzazione. All'emeroteca, le testate giornalistiche sono tutte catalogate, ma si possono consultare solo quelle fino al 2009. Dal 2010 in poi? Non sono pronte, andrà meglio gli anni prossimi. E per la parte di periodici conservati al Forte Belvedere, la distribuzione è «sospesa». A data da destinarsi.