Va in pensione l'ultima «maestra». Appello di Nardella «Questa eccezionale mostra è anche frutto del lavoro dell'Opificio delle Pietre Dure, cui va assicurato un futuro». Durante la presentazione di «Il principe dei sogni. Giuseppe negli arazzi medicei» il sindaco Nardella ha approfittato della ribalta per lanciare un appello a favore dell'Opificio e del suo laboratorio di arazzi, che vedrà l'unica dipendente dell'ente, Gianna Bacci, andare in pensione ad ottobre. Nardella ha chiamato Bacci al suo fianco, prima di passare il microfono a Marco Ciatti, soprintendente dell'Opificio, per dare concretezza al suo appello. Bacci si è occupata dei dieci arazzi di Palazzo Vecchio, con al suo fianco una quarantina di restauratrici, nell'impresa iniziata nel 1986, tre anni dopo che gli arazzi erano stati staccati dal salone de' Dugento. «Non ci saremmo mai immaginati di vedere quello che abbiamo qui davanti dice, quasi frastornata da tanta pubblicità Con questi arazzi abbiamo formato tante restauratrici, con uno "zoccolo duro" che ha assicurato coerenza agli interventi». E lo «zoccolo duro» era al suo fianco. «Io ho toccato tutti gli arazzi, a partire dal 1988, con il primo sorride Patrizia Vaggelli E non è bello non sapere se l'anno dopo avrai uno stipendio, se potrai continuare il tuo lavoro». «Per noi ogni arazzo ha un significato particolare, è un pezzo della nostra vita, un matrimonio, un figlio, un nipote» aggiunge Costanza Albi, che ha iniziato a restaurare "solo" nel 1990. «Da fine anno non abbiamo più fondi per esterni, come Patrizia e Costanza e Gianna sarà in pensione sottolinea Clarice Innocenti, responsabile arazzi dell'Opificio Eppure per questi interventi servono equipe di almeno quattro persone». «Non ci arrendiamo, useremo la fantasia per continuare e facciamo appello ai privati per i fondi conclude Ciatti Il ministero ha messo in pianta organica per noi 138 persone, ora siamo meno di cento: attendiamo che questo organico si traduca in realtà, in concorsi e assunzioni».
Firenze. Ma l'Opificio rischia di perdere il gruppo che ha curato le opere
Il sindaco di Firenze, Nardella, ha lanciato un appello per salvare l'Opificio delle Pietre Dure e il suo laboratorio di arazzi, che vedrà andare in pensione l'unica dipendente, Gianna Bacci, ad ottobre. Bacci si è occupata dei dieci arazzi di Palazzo Vecchio e ha formato una quarantina di restauratrici. Il sindaco ha chiamato a favore dell'ente e ha chiesto ai privati di contribuire con fondi per continuare il lavoro. Il soprintendente dell'Opificio, Marco Ciatti, ha confermato che il ministero ha messo in pianta organica 138 persone, ma attualmente l'ente ha meno di cento dipendenti.
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