«L'accoglimento, da parte dell'assessore regionale Torrenti, dell'odg sui Musei provinciali presentato dal Pd e sottoscritto anche dal consigliere di Forza Italia Ziberna, che ha contestualmente ritirato il proprio ordine del giorno, può essere una svolta nell'acceso dibattito sul tema». A sottolinearlo è il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Giuseppe Cingolani. «Anche se gli indirizzi espressi nel documento sono abbastanza vaghi, è positivo che si esca da una sterile contrapposizione, per cercare insieme le soluzioni più efficaci. Un paletto che viene fissato nell'odg è la volontà di salvaguardare il legame col territorio del patrimonio storico-artistico e delle collezioni dei musei - sottolinea Cingolani -. Il modo migliore per concretizzare questo generico principio sarebbe quello di far passare la proprietà di tutto il patrimonio museale non alla Regione, ma a un ente locale, ad esempio all'Unione territoriale intercomunale dell'Alto Isontino. Così si spazzerebbe via ogni timore che il territorio possa perdere qualche pezzo del patrimonio. Affidare la proprietà all'Uti sarebbe anche più appropriato che cederla al solo Comune di Gorizia, dato che l'istituzione dei Musei provinciali avvenne nel 1861 ad opera della Dieta provinciale della Principesca Contea di Gorizia e Gradisca. Inoltre, si faciliterebbe la creazione di una rete museale di tutto l'Alto Isontino». Per quanto riguarda la la gestione dei musei, secondo Cingolani «è necessaria una riflessione approfondita e libera da strumentalizzazioni politiche, che tenga conto dei pro e dei contro di un eventuale passaggio alla Regione o al Comune, o eventualmente all'Uti. Una possibile soluzione potrebbe essere quella di affidare la gestione dei musei ad un soggetto cui partecipino Regione, e Comune di Gorizia, oltre ad altri enti del territorio. Non a caso l'odg accolto da Torrenti cita l'esempio della gestione condivisa della Galleria Spazzapan di Gradisca: in quel caso l'immobile è del Comune, la collezione permanente è della Fondazione Carigo, le spese di personale e funzionamento sono oggi a carico della Provincia e gli indirizzi gestionali condivisi sono affidati ad un comitato scientifico». (ch.s.)