UDINE Gli assist dei consiglieri pentastellati alla maggioranza di centrosinistra iniziano ad essere un certo numero per passare inosservati. E non spingere invece gli osservatori più attenti a supporre che tra gli esponenti del Movimento 5 Stelle seduti nell'aula di piazzale Oberdan e la maggioranza guidata dalla presidente Debora Serrachiani sia in corso un avvicinamento, smentito peraltro dai grillini. Le prove sono fresche. Vengono dalle ultime tre sedute del consiglio regionale dove non una, ma ben tre volte i grillini hanno appoggiato la maggioranza Pd. Prima votando a favore della proposta di legge relativa alle Strade del vino e dei Sapori. Quindi la mozione sulla città metropolitana. Infine, ieri, il disegno di legge sui Beni culturali, approvato dall'aula con 28 voti a favore - di Pd, Sel Cittadini e appunto Movimento 5 Stelle - e 15 astenuti (Fi, Ar, Ncd e Gruppo Misto). L'ultimo provvedimento, per l'appunto, è la legge sui beni culturali. Una norma rilevante a sentire la consigliera pentastellata, Eleonora Frattolin, relatrice di minoranza della legge «che si pone l'obiettivo di essere a tutti gli effetti una legge quadro, affrontando in maniera organica il sistema integrato dei beni culturali». Per il relatore di maggioranza, Vincenzo Martines (Pd), si tratta di un provvedimento «atteso dagli operatori del settore che completa il percorso di riforma avviato la scorsa estate». Secondo Giulio Lauri (Sel) «la legge vede la luce con l'ambizione di essere una vera e propria riforma e di costruire un nuovo quadro integrato e organico di valorizzazione dei musei e dei beni culturali anche a fini turistici, in modo da riqualificare complessivamente la nostra offerta e di rilanciare l'attrattività del Friuli Venezia Giulia». La norma interviene su tre macro-ambiti: musei, biblioteche e beni culturali. «Per i primi prevede che l'accesso ai finanziamenti a bando sia garantito solo ai musei che si vedranno riconosciuta una certificazione di qualità, garanzia per i visitatori dei migliori servizi, allestimenti e proposta educativa - spiega l'assessore alla cultura, Gianni Torrenti -. Non parliamo naturalmente di finanziamenti ordinari, ma di risorse finalizzate a dar corpo a progetti di innovazione, riallestimento e ricerca per consentire ai musei di diventare più attrattivi». Sul fronte bibliotecario, i lettori del Friuli Venezia Giulia «avranno la possibilità di accedere a tutto il patrimonio archivistico della regione con maggiore facilità di prestiti - continua Torrenti - e infine, per quanto attiene i beni culturali, anche in questo caso ci saranno dopo anni di risorse zero bandi finalizzati a lavori di ristrutturazione, sia pubblici che privati, per i quali nel 2016-17 sono già previsti 3 milioni di euro». Contro il provvedimento che ha vitso il voto favorevole del centrosinistra e del movimento 5 Stelle si leva il centrodestra che come detto al momento del voto si è astenuto. «Contestiamo anzitutto il metodo adottato dalla maggioranza che ha deciso di affrontare l'iter di questa legge in tempo ferragostano, senza dare a gruppi e associazioni l'opportunità d'interloquire - ha spiegato Rodolfo Ziberna (Fi) -. Quanto alla sostanza, in coerenza con la nostra bocciatura della legge 26 abbiamo preso le distanze anche da questa, che della norma sugli enti locali presenta diverse propaggini, sia per le reti museali che per quelle bibliotecarie, costrette - conclude - ad adottare i confini delle Uti».