AQUILEIA Tutti contro tutti e intanto il Museo archeologico rischia di restare chiuso la domenica. Il direttore del Polo museale Fvg, Luca Caburlotto, il quale ha annunciato che, a causa della carenza di personale, il museo della città romana resterà chiuso la domenica e nei giorni festivi, fino al 31 dicembre, attacca la Soprintendenza archeologica. «Il problema non sono gli straordinari dei dipendenti ma il numero del personale in servizio assicura Caburlotto . La riforma dice che tutte le Soprintendenze devono cedere i musei statali ai Poli museali e questo, ad Aquileia, non è avvenuto. Martedì, a Roma, incontrerò il ministro e farò presente questi problemi. Fino a quando non mi saranno consegnati i musei non posso intervenire in alcun modo. Un'altra cosa che considero grave è che la Soprintendenza archeologica ha costituito nuclei operativi della Soprintendenza ad Aquileia e Cividale. Per creare queste realtà è stato sottratto illegittimamente personale prezioso. Ci sono custodi che oggi tengono aperta Casa Pasqualis, ad Aquileia, anche se è vuota». Caburlotto è un fiume in piena: «La mancata consegna del museo, peraltro, mi impedisce di utilizzare i finanziamenti ricevuti dal ministero. C'è un ostruzionismo sistematico il cui risultato è la distruzione del sito di Aquileia. Quello che sta accadendo è grave. Turisticamente è un vulnus. Come se non bastasse, la zona del Foro e del Porto romano, di competenza della Soprintendenza, sono rimaste aperte grazie ai custodi messi a disposizione dal Polo museale». Il Soprintendente archeologia Fvg, Luigi Fozzati, rispedisce le accuse al mittente. «I problemi di gestione delle aperture museali si ripresentano ogni anno. Si è sempre cercato di trovare una soluzione per evitare il grave danno della chiusura nei giorni festivi, cosa mai avvenuta. Certo l'età avanzata di gran parte del personale, con relativi pensionamenti, ha aggravato le carenze di organico, alla base dei problemi delle aperture. L'entrata in vigore dell'importante riforma del ministro Franceschini, con la separazione netta dei compiti di valorizzazione, affidati ai Poli museali, unitamente alla gestione dei musei, ha comportato la necessità di una riorganizzazione della tutela a livello regionale. Per la Soprintendenza rinunciare a personale di custodia a favore dei musei significherebbe dover chiudere aree archeologiche e uffici di controllo del territorio, tra cui il nucleo operativo di Aquileia, creato ben prima dell'entrata in vigore della riforma, in accordo con il Comune. Lo spezzettamento delle competenze ha ingigantito alcuni problemi che si devono risolvere non con le polemiche ma con la collaborazione e il dialogo. Quanto alla consegna dei musei, sono stati consegnati l'1 luglio, in forma provvisoria, come una parte delle Soprintendenze archeologiche».