La nuova illuminazione è in cantiere da tempo, ma ancora i soldi non ci sono: l'opera più auspicata per ora resta sogno GROSSETO. Potrebbe essere il cuore più vivo e pulsante della città ma è da tempo sospeso (letteralmente) in una "zona d'ombra" che aspetta di recuperare un'identità perduta. Buio e vandalizzato, il circuito murario di Grosseto attende in gloria quell'illuminazione che finalmente le infonda dignità e sicurezza. Peccato che i soldi non ci siano ancora. Nell'agosto 2012 un ex poliziotto municipale porta a spasso il cane e viene massacrato da un piccolo branco di giovani aggressori che puntano a soldi facili. Succede in una zona buia di mura, quelle mura prese di mira quasi ogni giorno da piccoligrandi vandali che agiscono al calar del sole. Devastano le panchine, imbrattano le pareti, distruggono le aiuole, rubano i fiori. O tirano i sassi dall'alto rischiando di provocare una tragedia. Una cosa è certa: nel buio si annidano spaccio, situazioni torbide e piccola delinquenza. E vi si nasconde spesso un'umanità border line che, con una buona illuminazione e una rinnovata frequentazione da parte dei cittadini, potrebbe sciogliersi come neve al sole. L'intento comunale è quello di restituir luce alle mura - anche come deterrente contro la delinquenza - ma tra passaggi burocratici e soldi che mancano il progetto non è ancora andato in porto. A giugno scorso la giunta comunale ha approvato un atto di indirizzo. E il consiglio ha previsto l'opera nel piano triennale. Mancano però i soldi. Con il bilancio preventivo di fine maggio e la costituzione dell'avanzo del 2014 a fine luglio, dice l'assessore ai lavori pubblici Giuseppe Monaci, «il complesso di risorse è stato destinato a strade ed edifici, ma in questo momento, e sottolineo questo momento, non dispongo di una somma per l'illuminazione. Confido tuttavia di averla». E come? Vi sono almeno due strade: la prima deriva da un incastro di progetti e finanziamenti. La seconda dalle alienazioni. Soldi "dalla scuola". Nel primo caso il Comune ha già impegnato 470.000 euro per la ristrutturazione della media di via Meda che ha bisogno di nuovi pavimenti, infissi e lavori al tetto. Il Comune metterà 40.000 euro e la Regione 430.000. «La condizione per tutto questo è che io affidi l'appalto dei lavori alla scuola entro ottobre perché altrimenti perdo il contributo», dice Monaci. «Una volta che avrò affidato i lavori la Regione mi darà i 430.000 euro e così da ottobre le casse municipali avranno nuovo ossigeno per altri progetti». Che sono quattro: il tetto della scuola di via Mazzini (circa 200.000 euro), il tetto dell'ex Garibaldi (5060.000 euro), il piano terreno dell'ex biblioteca Chelliana. E appunto l'illuminazione sulle mura (sotto i 300.000 euro). «È evidente che quei 430.000 euro non possono essere sufficienti per coprire tutti e quattro i progetti, ma sono comunque un contributo importante». Alienazioni. Il secondo canale di approvvigionamento deriva dalle alienazioni. Anche qui il Comune conta di ricevere un buon gruzzolo dalla vendita di rami secchi che dismessi possono contribuire a realizzare l'illuminazione. Ma anche qui l'iter è lungo. I tempi. Difficile stabilirli. E Monaci non confida «di aver realizzato l'illuminazione prima di concludere il mandato, ma di aver almeno affidato l'appalto. Purtroppo ho in cantiere notevoli lavori su strade e scuole». Dunque manca molto: il progetto non c'è ancora. Concorso di idee? «Se avessimo soldi - dice Monaci - non sarebbe neppure male l'idea di percepire idee esterne». Magari con un concorso di idee per un'illuminazione creativa che infonda un'identità tutta sua alle mura o le imprima connotati speciali. Perché no? «Tutto ciò sarebbe interessante ma bisognerebbe avere i soldi per affidare un incarico esterno», dice Monaci. «Bisogna sempre pensare in ogni caso di rapportarsi con la Soprintendenza che per noi è un riferimento importante. In molte località monumentali ha curato l'illuminazione anche con indirizzi moderni, simpatici e belli».