GROSSETO L'una è stata strappata al degrado nel 2009, ha "respirato" per un po' grazie al cinema all'aperto e poi, finita l'esperienza, è tornata alla sporcizia e all'abbandono del passato. Nell'altro c'è ancora qualche rifinitura da fare, i suoi spazi non sono stati occupati da alcun progetto e di pochi giorni fa è la notizia dell'ultima di una serie di devastazioni agli arredi urbani nuovi di zecca. L'arena Cavallerizza e il Bastione Maiano: investimenti ma soprattutto idee a lungo rimasti tra i flash di iniziative spot. Il Comune qui ha agito ma qualcosa non funziona. L'arena Cavallerizza. Tirata a lucido dal Comune l'ultima volta nel 2009, per una spesa di 49.000 euro, l'arena Cavallerizza, accomodata sulle Mura dietro piazza del Sale, c'ha messo un paio d'anni a tornare fatiscente, una volta chiusa l'esperienza dei film d'estate. Ricaduta vittima di vandalismo e incuria, è stata risistemata, stavolta con l'aiuto di cittadini volontari, lo scorso maggio. Lo spazio resta però ancora tutto da riempire di contenuti, idee, proposte. Cinema all'aperto? Eventi? Area allestita per famiglie? Tutto è meglio del vuoto. Il Bastione Maiano. Candidato ad essere l'esempio più evidente di un timido segnale di ripresa delle Mura, il Maiano è il bastione più antico, risalente al 1574. Dal 1870 al Dopoguerra è stazione dell'acquedotto cittadino, poi uno dei punti più pittoreschi della passeggiata dei grossetani. Diversa la storia in tempi più recenti. Lì, nel 1997, viene recuperata la salma di un quarantasettenne. Sempre lì, otto anni più tardi, le forze dell'ordine scovano un "cimitero dei furti" fatto di portafogli e documenti gettati tra la sporcizia dopo esser stati ripassati a dovere. Scrivi del Maiano e tornano alla mente infinite liti degli amministratori su come recuperarlo. Il progetto della giunta Valentini (1994) non va in porto: fioccano cause e contenziosi. Prima tra gli architetti coinvolti, poi tra le ditte affidatarie. È caos pure nei pareri delle Belle arti: tre soprintendenti danno il via libera al piano originario, uno lo boccia. Il rilancio si arena. È il 2012 quando l'assessore con delega alle Mura, Giuseppe Monaci, annuncia il ritorno in scena del bastione: 293.000 euro di lavori. Via il cilindro in cemento armato che sarebbe servito a costruire un ascensore (bocciato dall'ultima soprintendente dopo esser stato promosso dai tre predecessori) pulizia dell'area e terrazza panoramica. Lavori conclusi a fine 2013. Mancano le scalinate d'accesso dalle piazze alte al bastione: devono essere due e dal Municipio parlano di qualche settimana per completare l'opera. Oggi la scala è una sola (l'altra è stata richiusa) e, nonostante i lavori siano a buon punto, deve ancora essere inaugurata. Per il Maiano che verrà il sindaco Emilio Bonifazi ha le idee chiare: nessuna caffetteria (più volte richiamata nelle ipotesi del Comune, ma indigesta alle Belle arti), ma utilizzo degli spazi interni al bastione, alla troniera e all'acquedotto. Progetti che appartengono a un imprecisato futuro. Più vicina nel tempo, invece, sembra essere l'installazione di altre 13 telecamere, oltre alle due già attive nella zona. Basterà? Il percorso archeologico. Chi non ha mai visto il becco di un quattrino e nemmeno l'eco di un'idea è invece la passeggiata archeologica nata negli anni Sessanta sulla lingua di Mura che va dal bastione della Rimembranza al ponte di via Saffi. Un corridoio pieno zeppo di reperti etruschi e romani provenienti da villa Passerini e da decenni alla mercè di qualche sbandato. Lì la mala gestione di un patrimonio storico e culturale, protratta lungo diversi lustri, s'è fatta sentire e regna, ancora oggi, indisturbata. Così come l'idiozia di chi semina vandalismo e sciatteria. L'ultima "chicca" è del maggio scorso: un'antica vasca romana danneggiata senza un perché. Pure in quel caso fioccarono proposte di pancia: «spostiamo i reperti altrove» disse qualcuno dal Comune. «Non occorre a nulla» obiettarono altri. Poi il torpore. Sullo sfondo, c'è sempre lui, l'antico esagono. Un simbolo da rispettare, accudire, sostenere. È possibile farlo tutti assieme. Le idee non costano nulla. E sono preziose. Più di qualche mutuo inghiottito dalla burocrazia. Più di qualche capitolo di bilancio. Perché i soldi per realizzare un'opera, nonostante i continui tagli agli enti locali, con la buona amministrazione possono esser rimediati. Ma senza una linea di pensiero ben definita sono gettati al vento.