«Al muro "non pericolante", il Comune oppone il suo muro di gomma». Da più di settant'anni quel rudere tra via Bovio e lungarno Galilei, bombardato in tempo di guerra, attende il restauro. Una ferita aperta nel cuore della città che da anni ha dato vita ad un braccio di ferro tra il Comune e Giuseppe Pampana, proprietario del bene, che sembra destinato a continuare a lungo. Dopo denunce, appelli e diffide è adesso Pampana a rispondere, tramite il suo legale, a Palazzo Gambacorti. «Da circa 50 anni - si legge in una lettera dell'avvocato Alessandro Bozza del foro di Roma -, Pampana ha dovuto adire le aule giudiziarie per rientrare nel pieno possesso della sua area ed ottenere licenze edilizie; pendono ricorsi per cassazione e tribunali amministrativi, ma le pubbliche amministrazioni non si smuovono. Da oltre tre lustri - prosegue la missiva -, Pampana, che sta eseguendo opere di bonifica alla sua area interna ed al suo "rudere", ha chiesto più volte (da ultimo con diffida del settembre 2013 e con raccomandata del febbraio 2014) sia al Comune che alla Soprintendenza cosa debba e possa fare per la provvisoria sistemazione del muro (vincolato anche come bene di interesse storico,), ma non ha mai ricevuto risposta». La Sepi ha richiesto all'imprenditore anche 56.000 euro per l'occupazione del suolo pubblico per le transenne posizionate due anni anni fa dalla protezione civile (a seguito di una verifica dei vigili del fuoco) lungo il marciapiede antistante il muro in quanto «il perdurare della situazione poteva degenerare e causare pericolo per l'incolumità delle persone». «Per la pretesa "occupazione del suolo pubblico" (eseguita dal Comune di sua spontanea iniziativa - esistono rapporti interni dei vigili del fuoco che escludono ogni pericolo e ogni motivo) pende azione civile - risponde l'avvocato -. Non è lecito accollare ai cittadini i propri errori, inadempimenti e interessi privati né alimentare astii ed invidie verso i concittadini». Dopo anni di inutili negoziati per la bonifica e la riqualificazione dell'area, lo scorso giugno il sindaco ha presentato una denuncia alla Procura. «Quante alle pretese offerte transattive - conclude l'avvocato - sono state sottoposte ipotesi ed inedite possibilità, ma da allora tutto sta come sempre nel silenzio dell'amministrazione, che pare opporre al muro non pericolante il suo muro di gomma». Danilo Renzullo