Gara d'appalto nel 2016 per affidare i lavori del piano terreno. La giunta Bonifazi alla fine opta per una ristrutturazione "a stralci" GROSSETO. Dal 1923 al 1996 il palazzo Mensini, in via Mazzini, già sede del Regio Ginnasio e Liceo Carducci Ricasoli, ha ospitato anche la biblioteca Chelliana. A distanza di vent'anni non è escluso che qui libri ed emeroteca possano ritornarvi a breve, ora che il comune di Grosseto ha programmato una ulteriore e definitiva (speriamo) ristrutturazione per stralci, partendo dal piano terra. leggi anche: La demolizione dell'ex ospedale di Grosseto, iniziata ad agosto 2015 Cercasi fenice per l'ex ospedale Cosa nascerà sulle ceneri del vecchio edificio abbattuto? Dopo anni di oblio ora servono idee A questo edificio, uno dei più belli del centro storico, vincolato dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Siena e Grosseto, i grossetani sono molto legati. Un amore che assomiglia a quello che si prova per un figlio più disgraziato degli altri, sempre al centro di problemi e vicissitudini. Fin dal periodo fascista la biblioteca ha avuto una strada in salita. Il 29 novembre del 1943 l'edificio venne danneggiato da un bombardamento, che ebbe come conseguenza quella di lasciare la biblioteca incustodita ed esposta a continui saccheggi. Non solo. I libri e la mobilia sopravvissuti al disastro furono ulteriormente danneggiati da una devastante alluvione, che colpì il capoluogo nel 1944. leggi anche: Piazza Randolfo Pacciardi, ex piazza della Palama, nel cuore del centro, è usata come parcheggio Pacciardi e San Francesco Piazze "ex" senza identità Una è conosciuta come "della Palma", l'altra si conserva in parte "Indipendenza" tra le sorprese delle mappe on line e l'incapacità di attuare progetti per il rilancio Nel dopoguerra, grazie all'impegno di Bianciardi, palazzo Mensini venne riaperto al pubblico, come biblioteca. Era il luglio del 1952. La seconda alluvione, quella del 1966, provocò ancora una volta danni enormi al patrimonio della biblioteca e in parte alla struttura, tamponati dalla buona volontà dei grossetani. Nel frattempo emerse anche l'esigenza di una risistemazione fisica degli spazi, operazione compiuta molti anni dopo con il direttore Valerio Fusi. Infine il trasloco (del Ginnasio e Liceo Carducci e della biblioteca), prima nell'ex scuola media Giuseppe Ungaretti (giugno 1994), poi nell'attuale edificio in piazza Carlo Cavalieri (tra il 1995 e il 1996). Negli ultimi vent'anni il palazzo è diventato uno dei tanti ex. E gli amministratori non sono mai riusciti a riaprirlo. All'oggi la fine dei lavori di restauro della struttura di via Mazzini risultano non ultimati, anche se è stato completato gli esterni, la facciata principale, i magazzini dei libri e il solaio per il deposito di quest'ultimi. Nel 2009 era stato dichiarato che la sede della biblioteca sarebbe stata spostata nel palazzo della Gioventù Italiana del Littorio, vecchio edificio di architettura fascista situato sul primo anello fuori dalle mura. In seguito è stata manifestata l'intenzione di adibire lo storico palazzo Mensini a sede dell'intero polo universitario e di trasferire la biblioteca Chelliana in un edificio costruito ex novo, alla Cittadella dello Studente. Ma anche questa idea è presto tramontata. Nel dicembre 2014, dopo anni di silenzio, sono iniziati nuovi lavori di restauro e ristrutturazione del palazzo, a partire da tetto e solai, 200.000 euro di spesa e consegna dei lavori a inizio estate. Adesso manca l'ultimo step. Serviranno altri 750.000 euro per sistemare il primo piano dello stabile. Soldi già messi a bilancio dalla giunta comunale. Nel frattempo è partita la richiesta all'Ente cassa di risparmio di Firenze per un possibile cofinanziamento del restauro. Ma per questo, così come per le altre gare d'appalto (primo e secondo piano dell'edificio), ci sarà tempo, visto che si procederà per stralci. Ora la concentrazione è tutta al presente. I lavori al piano terreno saranno messi a gara nel 2016 e il sindaco Bonifazi ha finalmente dichiarato la volontà di rivedere la biblioteca nella sede storica, abbandonati ormai tutti gli altri progetti. Certo, non sarà lui a questo punto a tagliare il nastro. In pratica si è tornati a quanto, oltre dieci anni fa, affermava il progettista Roberto Aureli. C'è anche un'idea per ridisegnare la piccola corte sul lato destro dell'edificio.