La conferma ufficiale dagli assessori Capuano e Pellegrini che ringraziano la Soprintendenza del progetto e dell'impegno per la messa in sicurezza PIOMBINO. Primo test di archeologia sociale grazie al "trasloco" in aree pubbliche di beni archeologici che possano essere così condivisi. Ed ecco per il sarcofago etrusco di Baratti il finale più sollecitato e atteso, visto che risulta valida l'ipotesi della sua ricollocazione. La sepoltura dalla località "il Ficaccio", a ridosso della chiesina di San Cerbone, in realtà, è già stata rimossa e trasportata dalla Soprintendenza sempre all'interno della Parchi a Baratti; però,dopo gli interventi necessari sulle diverse parti della struttura, si assicura che verrà sistemata sulla rotatoria in località Villini, stile museo a cielo aperto. Recupero del sarcofago etrusco: una vicenda che però, per l'amministrazione di Piombino, meritava chiarimenti soprattutto dopo la discussione che si è sviluppata su social e giornali: soprattutto sui tempi e su chi ha studiato, deciso, promosso... Dunque l'incontro stampa con gli assessori ai lavori pubblici Claudio Capuano e alla cultura Paola Pellegrini. Il sarcofago (come non ha mancato di ricordare la stessa Soprintendenza in una nota), è stato scoperto quattro anni fa durante la campagna di scavi eseguita fra la fontina e la chiesa di San Cerbone: «Si tratta di una tomba di famiglia, già depredata sottolineano sempre in Soprintendenza spuntata dalla ripa sotto un metro e mezzo di terra e pietre. L'idea era, ed è quella di salvare il sarcofago dalle prossime mareggiate, tirarlo fuori da lì e ricollocarlo in una zona centrale di Baratti». A ricostruire come sono andate le cose è poi l'assessore ai lavori pubblici Claudio Capuano, che spiega: «C'è stato un intreccio di interessi nello svolgersi della situazione: il primo legato alle condizioni di sicurezza del bene e alla necessità di salvaguardia dello scavo». «La Soprintendenza aggiunge Capuano si era già espressa sulla necessità di rimuovere quel sarcofago. Abbiamo fatto una conferenze dei servizi nell'ambito della quale abbiamo coordinato i lavori, insieme alla Soprintendenza archeologica. L'intervento è stato commissionato e promosso dalla Soprintendenza stessa». Dunque anche il recupero e il "trasloco" è stato fatto dalla Soprintendenza, a costo zero per il Comune. Poi da considerare il secondo aspetto, quello di decidere la collocazione del sarcofago. «Camerini dice ancora l'assessore Claudio Capuano proprietario del ristorante Demos, nell'ambito dei progetti partiti per il decoro urbano, aveva già chiesto di adottare l'aiuola della rotatoria in località Villini, davanti al suo ristorante. Di concerto, abbiamo pensato che quella poteva essere una sede appropriata. Questo conferma l'assessore ai lavori pubblici può diventare un primo passo di un progetto più ampio di ricollocazione di beni archeologici non deperibili in aree pubbliche, come già in atto in numerosissimi altri centri della Toscana, d'Italia e d'Europa, con l'adesione di privati e la condivisione con la Soprintendenza». Un concetto, quest'ultimo, che non manca di confermare pure la stessa nota della Soprintendenza archeologica che precisa come «l'adesione al progetto, a titolo di supporto, di privati, è subentrata a progetto avviato e definito, e verrà definita con appositi accordi sui quali, come da consuetudine». Sempre assicurando, ovvio, alta sorveglianza». «Per noi l'inizio di un progetto di archeologia sociale e pubblica sottolinea subito Paola Pellegrini Siamo in presenza di una cultura della tutela e valorizzazione dei beni archeologici che sta cambiando, e che si basa anche su una sinergia positiva con i privati. Più si investe sulla qualità delle nostre aree pubbliche spiega l'assessore alla cultura e più è possibile mettere in atto azioni volte al contenimento degli atteggiamenti di vandalismo nei confronti dei beni pubblici. Le tendenze regressive si combattono con scelte di alto valore estetico e culturale. L'intervento dei privati ha un senso se va in questa direzione. Quello che importa è che ci sia un sentire collettivo di rispetto e di conoscenza. Con questa operazione vogliamo promuovere l'educazione alla bellezza e alla conoscenza dei nostri beni». Arte e storia (gratis) in aree pubbliche anche come invito a conoscere meglio quant'è prezioso il nostro territorio ed imparare a difenderlo.
BARATTI - Il sarcofago in salvo andrà sulla rotatoria in località Villini
Gli assessori ai lavori pubblici Claudio Capuano e alla cultura Paola Pellegrini hanno confermato la ricollocazione del sarcofago etrusco di Baratti in una zona centrale della città. Il sarcofago è stato recuperato dalla località "il Ficaccio" e trasportato nella Parchi a Baratti, dove è stato sistemato sulla rotatoria in località Villini. L'idea di ricollocare il sarcofago è stata avanzata dalla Soprintendenza archeologica e promossa dal proprietario del ristorante Demos, Camerini. L'intervento è stato commissionato e realizzato dalla Soprintendenza stessa, a costo zero per il Comune.
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