PISTOIA Un museo del Risorgimento e della Resistenza a Pistoia ed anche oltre Pistoia all'interno della Fortezza Santa Barbara. Questa è l'"utopia" (così l'ha definita, obbligatoriamente tra virgolette) perseguita da Roberto Barontini, presidente dell'Istituto storico della Resistenza di Pistoia, e dagli altri soci. «Non si può lasciare abbandonato un edificio architettonico del genere, una delle attrazioni più belle che la nostra città vanta - spiega Barontini - Voglio ricordare la mostra per il centosessantesimo anniversario dell'unità d'Italia organizzata nella Fortezza proprio dall'Istituto storico con il contributo della Fondazione cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e della Polizia di stato. Una mostra meravigliosa, apprezzata da tutti, che per la prima volta ha visto l'edificio completamente illuminato ed imbandierato. Sono venuti studenti, cittadini, turisti. Quella è stata la testimonianza che qualcosa si può fare per recuperare la Fortezza e rivitalizzarla». Una riflessione sollevata da Barontini anche in relazione allo stato di abbondano in cui si trova la Fortezza medicea. Erbe e rampicanti spuntano ovunque dai vecchi mattoni dell'edificio tanto da far scaturire diversi commenti dei visitatori. «Molto bella, peccato che la natura stia prevalendo troppo» si può leggere nel quaderno all'ingresso. Un'immagine poco appetitosa per coloro che decidono di visitarla. E pensare che si tratta di una delle pochissime fortezze medicee totalmente intatte e complete di tutti e quattro i bastioni. Oltre alle erbacce che dilagano dappertutto, poche sono anche le informazioni che si possono trovare su di essa: c'è un solo cartello bilingue e sbiadito all'ingresso, senza alcun altra spiegazione all'interno su ciò che si sta visitando. Il problema è che la proprietà del grande edificio è dello Stato e la Sovrintendenza, che teoricamente dovrebbe occuparsene, deve dividere le poche risorse con le richieste di Prato e, soprattutto, di Firenze. «Questa è una delle piaghe peggiori della nostra città - continua il presidente dell'Istituto storico - per questo vorremmo riaprire la discussione, approfittando dell'articolo che Il Tirreno ha fatto qualche giorno sullo stato di degrado in cui oggi versa la Fortezza. Ormai sono anni che cerchiamo di inserire questa struttura importantissima nell'immagine di Pistoia. Anche tre ministri dei beni culturali, ovvero Spadolini, Galasso e Biasini, visitando la Fortezza, assicurarono il loro appoggio a qualsiasi intervento di recupero». «La fondazione Caript ha il grande merito di aver affrontato il problema stanziando a suo tempo un budget per la Fortezza, una somma piuttosto cospicua - spiega Barontini - Poi, non si sa per quale motivo, le trattative si sono arenate». Solo una volta l'anno l'esterno del plesso viene utilizzato per commemorare i "quattro ragazzi della Fortezza" (Alvaro Boccardi, Aldo Calugi, Lando Vinicio Giusfredi e Valoris Poli) che, rifiutando di arruolarsi all'esercito repubblichino, furono qui fucilati il 31 marzo 1944. «Speriamo che qualcuno possa concretizzare la nostra utopia» conclude Barontini.
PISTOIA - Un grande museo della Resistenza in Santa Barbara
In Pistoia, un museo del Risorgimento e della Resistenza si trova all'interno della Fortezza Santa Barbara. Il presidente dell'Istituto storico della Resistenza di Pistoia, Roberto Barontini, vuole recuperare l'edificio architettonico e rivitalizzarlo. La Fortezza è stata utilizzata per mostre e eventi, ma è stata lasciata in uno stato di degrado. Barontini sostiene che la proprietà del grande edificio è dello Stato e che la Sovrintendenza dovrebbe occuparsene. Ha richiesto il riaprire la discussione sull'intervento di recupero della Fortezza. Barontini ha anche menzionato che tre ministri dei beni culturali hanno assicurato il loro appoggio a qualsiasi intervento di recupero.
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