È stato proprio durante l'intervento del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, nel bel mezzo della cerimonia inaugurale della Fiera del Levante, che è andata in scena a Bari la rivolta dei sindaci anti- Tap. Non appena De Vincenti, mandato a Bari al posto del premier, ha nominato il gasdotto Tap, il cui approdo è previsto a Melendugno sulla costa di San Foca, sono partiti i primi fischi. Ma quando ha detto che si tratta di « un'operazione strategica a impatto ambientale e paesaggistico minimo» è montata l'insurrezione. Urla e contestazioni. «Poi ho detto agli altri 'alziamoci e andiamo' - spiega il sindaco di Vernole De Luca - è stata una cosa spontanea. Ci siamo tolti la fascia e siamo usciti. Perchè l'unica cosa dignitosa da fare, dopo quelle parole, era andarsene». E così hanno fatto i sindaci salentini presenti in sala. Non solo. Ad aggregarsi alla protesta sono stati anche i rappresentanti di alcuni comuni del barese, come Bitritto, Bitetto e Molfetta. «Un atto dovuto, quello di alzarsi e togliersi la fascia, per rispetto verso i salentini - aggiunge Paola Natalicchio, alla guida del Comune di Molfetta - non si può davanti al sindaco di Melendugno e di altri territori che stanno per subire uno squilibrio ambientale minimizzare e banalizzare la questione della Tap. È ingiusto che un sottosegretario liquidi tutto in tre battute e dica che non ci sono problemi in una zona che basa il suo pil sul turismo. Ma è l'atteggiamento muscolare a cui questo governo si abitua, poi i cittadini ce li ritroviamo noi dietro le nostre porte». Quando i sindaci si sono alzati e in segno di dissenso si sono sfilati la fascia, il corteo di manifestanti no Tap fuori dalla Fiera ha applaudito. «Un gesto di coraggio » hanno annunciato al megafono. «Siamo fiduciosi che il presidente Michele Emiliano come ha sempre detto porrà una barriera a questa realizzazione nell'interlocuzione con il Governo - ha spiegato con i colleghi il sindaco Melendugno, Marco Potì - avvieremo una campagna referendariaper dare voce ai cittadini, inizieremo subito la raccolta delle firme». Del resto è stato lo stesso De Vincenti a sottolineare la differenza di vedute tra il Governo e la Regione Puglia sulla realizzazione del gasdotto che collegherà l'Italia all'Albania e correrà lungo il Corridoio meridionale europeo, alimentato dai giacimenti del Mar Caspio in Azerbaijian. «Veniamo da un percorso di due anni con De Vincenti per trovare un sito alternativo più giusto - attacca ancora il sindaco di Vernole - invece si conferma l'approdo a Melendugno, la scelta oggettivamente più sbagliata. Ci sentiamo presi in giro, la politica va concordata con i territori; Vernole è a 3 chilometri dall'oasi naturale de Le Cesine, ho il dovere di intervenie a salvaguardia». Ma il gesto dei sindaci salentini non è piaciuto al padrone di casa, il primo cittadino di Bari Antonio Decaro. «Inadeguato per una cerimonia istituzionale » taglia corto. Intanto, sulla questione Tap la Regione Puglia attende la decisione sul ricorso presentato al Tar del Lazio.