Nella munifica Regione si studia e si guadagna anche bene. Nonostante Palazzo d'Orleans spenda circa quindici milioni di euro all'anno tra fondi a enti di ricerca regionali, università (pochi spiccioli, in verità) ed Ersu, attualmente sono ben 76 i dirigenti che non hanno un ufficio da dirigere e si dedicano a «studi e ricerche» di vario tipo, dalla fondamentale analisi dell'urbanistica di Messina al teatro popolare, dalla frutticultura al grano saraceno passando per i flussi turistici. Un esercito di graduati che non hanno alcuna responsabilità e ricevono lo stipendio lordo base, pari a circa 60 mila euro, più, in alcuni casi e non in tutti, una parte variabile fino a 3 mila euro all'anno. Totale della spesa: oltre 4,5 milioni di euro all'anno. La cifra che Palazzo d'Orleans sborsa per studi e ricerche. Non male per una Regione che di questi studi pare aver bisogno come il pane, visto che in alcuni dipartimenti ci sono decine di dirigenti distaccati a fare ricerche. Il record si registra ai Beni culturali. In questa struttura, che non ha un euro per garantire il funzionamento dei musei e siti archeologici e che spesso non stanzia nemmeno i fondi per cambiare una lampadina, ci sono a libro paga ben 31 dirigenti distaccati a fare studi di vario tipo, dall'urbanistica di Messina ai restauri delle chiese barocche, passando per il teatro e le tradizioni popolari nell'Isola, con annessi pupi e carretti siciliani. In gran parte si tratta di architetti transitati dagli uffici del Genio civile alle Soprintendenze per la sanatoria degli anni Ottanta. Conti alla mano, considerando che i dirigenti in questo dipartimento sono circa 280, quelli distaccati a fare studi sono l'11 per cento. Non saranno un po' troppi? Dal dipartimento nessuno vuole commentare l'enorme numero di dirigenti distaccati a fare ricerche che potrebbero benissimo essere commissionate alle quattro università siciliane, che ricevono fondi ad hoc (circa 300 mila euro per la ricerca). «Alcuni dirigenti dicono dai Beni culturali in piazza Croci chiedono di rimanere a lavorare vicino a casa, per motivi familiari particolari o perché non vogliono spostarsi. Così negli anni sono stati affidati loro diversi studi pur di dargli un incarico formale, anche se poi magari lavorano dando una mano agli uffici». In sintesi, dirigenti pagati per non avere alcuna responsabilità. Ai Beni culturali questi dirigenti costano circa 1,8 milioni di euro all'anno e, considerando che il contratto è in media triennale, gli studi in corso costeranno alla fine 5,4 milioni di euro. Con questi soldi, quante ricerche si potrebbero commissionare agli atenei? Ancora più singolare il caso dell'assessorato all'Agricoltura, che vede quattordici dei suoi dirigenti impegnati in compiti di «consulenza, studio e ricerca». Anche qui dal dipartimento la spiegazione è la stessa: «Molti vogliono rimanere a lavorare vicino a casa, e quindi hanno ricevuto incarichi per studi sulla frutticultura o le coltivazioni di grano». Peccato però che proprio l'Agricoltura sostenga diversi enti di ricerca, dal Consorzio Ballatore al Corfilac di Ragusa che riceve oltre 1,5 milioni all'anno. Che senso ha allora dare incarichi di studio ai propri dirigenti? Un altro dipartimento che conta diversi "studiosi" tra i propri dirigenti è quello tecnico: nove gli incarichi assegnati. Gli altri dipartimenti che hanno dirigenti con contratti di stu- dio (già firmati o alla firma del dirigente generale) sono la Programmazione (2), il Turismo (4), la Funzione pubblica (2), la Pesca (2), il Lavoro, l'Urbanistica, l'Energia e il Bilancio (1). Dirigenti che studiano anche all'Ersu, l'ente per il diritto allo studio, che ogni anno riceve dalla Regione circa 13 milioni di euro per contributo affitto e borse agli universitari. Dal dipartimento Funzione pubblica spiegano che «i contratti di studio sono previsti dalle norme regionali e statali ». Il problema però è il numero elevato di dirigenti che in Sicilia non hanno poltrona e si dedicano agli studi. «Alcune ricerche dice un dirigente generale che non vuole che si pubblichi il suo nome perché teme la rivolta nei suoi uffici hanno un oggetto talmente generico che alla fine possono scrivere quello che vogliono». La causa madre di questa situazione è la legge del 2000 che ha riformato la pubblica amministrazione regionale e ha creato i dirigenti di "terza fascia". In Sicilia c'è un dirigente ogni otto dipendenti, in Lombardia uno ogni quindici.
SICILIA - Dirigenti, l'ultimo spreco in 76 pagati da anni per fare studi fantasma
La Regione ha un esercito di dirigenti che non hanno alcuna responsabilità e si dedicano a studi e ricerche di vario tipo. Il costo di questi studi e ricerche è alto, con un totale di oltre 4,5 milioni di euro all'anno. Il dipartimento dei Beni culturali ha 31 dirigenti distaccati a fare studi, mentre l'assessorato all'Agricoltura ha 14 dirigenti impegnati in compiti di consulenza, studio e ricerca. Altri dipartimenti, come il tecnico, la Programmazione e il Turismo, hanno anche dirigenti con contratti di studio. La legge del 2000 ha creato i dirigenti di "terza fascia", che in Sicilia c'è un dirigente ogni otto dipendenti.
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