NON c'è pace per quell'antica lastra marmorea nel cuore del centro storico, a via Tribunali. Teppisti e delinquenti continuano a deturparla di mese in mese, con graffiti, scritte varie e macchie di vernice spray. Ignorano che quel marmo, risalente alla Neapolis greco-romana e riutilizzato nel Medioevo per la costruzione del campanile della Pietrasanta, riporti ancora, incisa, una rarità: la scacchiera di un "ludus latrunculorum", gioco in voga nella Roma antica. L'ultimo sfregio al monumento è di un paio di giorni fa: una scritta o, forse, la firma di un vandalo, occupa la facciata della lastra. Si leggono le parole "Pinf" e "Kim", a cui si aggiungono ulteriori chiazze di vernice gialla. Lo sfondo su cui poggiano le lettere è totalmente nero (e non bianco marmo, come dovrebbe essere), dovuto ad un'altra, oltraggiosa colata di inchiostro scuro sul monumento, risalente allo scorso maggio. A sua volta, questo stesso strato di colore poggia su un precedente graffito, in questo caso verde, con la firma di un precedente "artista". Insomma, nel giro di circa un anno, l'antico "ludus" si è trovato coperto da tre strati di vernice spray corrosiva e avvolgente, senza mai ricevere un trattamento di pulizia e recupero dalla soprintendenza. «Ogni volta che vedo questo scempio - dice Giorgio, architetto residente a via Tribunali - mi piange il cuore». Lo spettacolo è, effettivamente, pietoso, tra sguardi disillusi, quasi rassegnati, di cittadini e turisti. «La maggior parte delle persone conclude Giorgio - non ha la minima idea dell'importanza di questo reperto. E passeggia nell'indifferenza. Questa lastra andrebbe staccata e messa in un museo, visto che non sappiamo curarla. Da tempo mandiamo segnalazioni e solleciti alla soprintendenza. Non si è mai visto nessuno».