Si riunirà domani la commissione scientifica che avrà il compito di formulare le linee guida per la riqualificazione dell'area di Piazza Augusto Imperatore e delle zone limitrofe. Costituita con decreto del ministro per i Beni e le Attività culturali, Giuliano Urbani, la commissione dovrà valutare attentamente il rapporto tra il nuovo contenitore dell'Ara Pacis, disegnato dall'architetto americano Richard Meier, e l'assetto urbanistico circostante. «I commissari - ha dichiarato Urbani - avranno il delicato compito di attuare l'accordo siglato a suo tempo fra il ministero e il comune di Roma, dove si conviene sulla necessità di alcune varianti sul progetto per la valorizzazione dell'area pedonale che tengano conto del contesto monumentale circostante». Il fine è di "alleggerire" il progetto Meier, cui l'ex sindaco Rutelli affidò, senza una gara e con il parere contrario di molti urbanisti e architetti, l'incarico di risistemare la copertura dell'Ara Pacis. L'intera vicenda è da tempo oggetto di polemica: nessuno sembra conoscere infatti con esattezza quale sarà l'effetto finale del nuovo complesso museale e c'è da aggiungere che Meier non è sembrato finora affatto disposto a ridisegnare il suo progetto. In particolare le modifiche dovrebbero essere apportate alle dimensioni complessive della nuova copertura che finirebbe con l'oscurare le facciate delle chiese di san Rocco e di San Girolamo dei Croati, che risalgono al XVI secolo. Nel testo dell'accordo tra Comune e ministero, inoltre, si afferma che vanno riconsiderati «alcuni dettagli progettuali in fase esecutiva come il diretto attacco della superficie vetrata con il muro iscritto con le res gestae». Ancora «si dovrebbe verificare con il progettista l'equilibratura degli sporti di copertura che, così come prefigurata, appare eccessivamente pronunciata sul panorama urbano oltretutto a ragione della quota assai elevata conseguita nell'insieme della piazza storica». Detto in termini più brutali, quindi, il complesso disegnato da Meier è troppo grosso e invadente e mal si inserisce nel tessuto urbano circostante. La polemica sulle sorti dell'Ara Pacis si era impennata alcuni giorni fa, quando il sovrintendente statale Roberto Di Paola aveva annunciato di avere posto il vincolo all'intera piazza Augusto Imperatore a tutela dell'Ara Pacis e del contesto urbano in cui si colloca, rivelando anche che sul cantiere incombe la sospensione dei lavori, perché «sono state ritrovate delle mura rinascimentali e i primi gradini della scalinata degli Specchi». Affermazioni alle quali si era contrapposto il sovrintendente comunale Eugenio La Rocca, per il quale il progetto Meier non è affatto invasivo, ha avuto tutti i nulla osta necessari e sarà realizzato come previsto originariamente e ultimato entro la primavera del 2004. Chi proprio non si rassegna all'idea del nuovo complesso museale progettato da Meier - che prevede uffici, un internet caffè, un punto shopping - è Vittorio Sgarbi, per il quale il progetto è otto volte più grande del necessario e trasformerà l'Ara Pacis in una specie di Mc Donald's, «un luogo da visitare mentre la teca di Morpurgo era un luogo da guardare, si passava e dai vetri si ammirava" l'Ara Pacis». «Rutelli - ha affermato Sgarbi in un'intervista - pensando di essere Lorenzo de' Medici commissionò senza concorso a Meier il progetto dell'Ara Pacis. Ma lui non era il Magnifico e purtroppo Meier non era Leonardo». Le critiche di Sgarbi non sono isolate, contro il progetto infatti si sono schierati personaggi di spicco del mondo dell'arte come Giorgio Muratore, Massimiliano Fuksas, Paolo Portoghesi.