Lepore pensa ad aumenti dell'imposta per hotel di lusso e low cost. E a sconti per la cultura ai residenti Se il governo desse il via libera, il Comune di Bologna potrebbe alzare la tassa di soggiorno alle fasce alte (chi oggi paga 5 euro negli hotel di lusso) e a quelle basse (1 euro nei bed breakfast e negli appartamenti) lasciando inalterata la fascia mediana. Inoltre, l'amministrazione è al lavoro per estendere la card per i turisti a tutti i luoghi di interesse artistico privati e per crearne una ad hoc per i bolognesi, anche questa valida per musei pubblici e privati. Questa, nella sostanza, la strategia che delinea l'assessore al Marketing Matteo Lepore per lo sviluppo del turismo, recente e inaspettato «oro nero» della città che ad agosto ha fatto registrare 700mila arrivi all'aeroporto di Bologna, il dato più alto della storia. La tassa sul turismo è diventata una gallina dalle uova d'oro per il Comune e quest'anno arriverete a incassare quasi 5 milioni, il doppio rispetto al 2013. Il governo sta pensando di alzare questa tassa. Il turista non vota ma c'è sempre la possibilità di un effetto boomerang. Che ne pensa? «Se viene lasciata autonomia fiscale spiega Lepore e se serve per fare una seria politica sul turismo si può fare». A Bologna la alzereste o sarebbe controproducente ? «Per il livello di crescita che sta avendo il turismo a Bologna sarebbe controproducente alzare la tassa alla fascia mediana, i prezzi che vanno da 30 a 100 euro a notte, darebbe un colpo alla crescita. Ma si può agire sul livello più alto perché è chiaro che per chi paga 200 euro a notte un euro in più fa poca differenza. E poi si potrebbe fare un ragionamento sulla fascia bassa: quelli che pagano un euro nelle camere negli appartamenti e nei bed breakfast. Alcune città hanno fatto convenzioni con questa fascia di mercato anche per avere una maggiore regolamentazione». Avete problemi di evasione con la tassa di soggiorno? «No, il tema non c'è. Anzi l'introduzione della tassa ci ha permesso anche di scoprire, con l'aiuto degli stessi albergatori, attività commerciali che avvenivano fuori dalle regole, alcune centinaia in due anni». Che pensa della decisione di Genus Bononiae di far pagare tre euro per visitare il Compianto di Niccolò Dall'Arca? «Lo trovo corretto, ma solo perché prima il presidente Fabio Roversi Monaco aveva deciso di inserire la visita di quell'opera nella card che oggi i turisti possono comprare». Spieghi meglio. «Occorre che tutti i soggetti pubblici e privati che operano in questo settore facciano il punto della situazione. Troverei sbagliato che qualcun altro prendesse singole iniziative decidendo di far pagare questo o quello senza inserirlo in un circuito unico». Oggi c'è moltissimo fuori dalla card unica. Penso al Teatro Anatomico, alla Pinacoteca, alle collezioni delle banche, ai musei delle imprese. Pensate a un'unica card per i turisti che comprenda tutto? «Stiamo lavorando per raggiungere quel fine. La card potrebbe comprendere anche la possibilità di partecipare a concerti che si svolgono il giorno dell'acquisto». E i residenti? «Stiamo lavorando anche alla realizzazione di una card per i residenti. Con 20-30 euro all'anno si fa la carta e poi si può andare ovunque. A differenza degli abbonamenti di oggi l'obiettivo in questo caso è avere un circuito unico: pubblico e privato». Come promuoverete i prossimi eventi? «Partirà una campagna di marketing, un opuscolo unico con tutto quello che succede a Bologna nei prossimi mesi dalla mostra su Bruegel a quella di Pasolini a quella della fotografia industriale al Mast».