A Invimit anche le sedi di Carabinieri e Vigili del Fuoco VERONA. Roma compra, Verona vende. Per gli inquilini, al momento, non cambia nulla, in futuro chissà. È un risiko dal finale ancora da scrivere quello innescato da una maxi operazione immobiliare targata Invimit, finanziaria del ministero dell'Economia. Con una dotazione di 1,2 miliardi in tre anni (500 milioni quest'anno) e la missione di rilevare gli immobili delle Province dove oggi lo Stato paga affitti di più di 100mila euro, a Verona ha messo gli occhi su tre siti: la sede provinciale dei Carabinieri, quella dei Vigili del Fuoco, e soprattutto i Palazzi Scaligeri, che oggi ospitano la Prefettura e la stessa Provincia. Per i primi due, l'accordo con la Provincia è già stato trovato: 5,8 milioni di euro per l'immobile di via Salvo d'Acquisto, 8,2 milioni per quello di via Polveriera Vecchia. Si procederà speditamente: le operazioni sono già state inserite nella bozza di bilancio, il rogito è atteso entro fine anno. Per i Palazzi Scaligeri, invece, l'offerta è stata ritenuta insoddisfacente. «Troppo bassa - conferma il presidente Antonio Pastorello - ma noi siamo disponibili». Se l'operazione andasse in porto, la stessa Provincia lascerebbe piazza Dante e trasferirebbe la sua sede in via delle Franceschine, dove si trovano oggi gran parte degli uffici. La prefettura, invece, resterebbe dov'è, almeno per adesso. Quanto alle due sedi di Carabinieri e Vigili del Fuoco, Pastorello è ben contento di venderle: «Non abbiamo più i soldi per fare manutenzione». Dagli affitti di questi tre immobili, la Provincia dovrebbe incamerare circa 900mila euro l'anno. «Ma lo Stato non paga da tempo, abbiamo un grande arretrato», spiega il presidente. Per il suo prestigio e la sua collocazione, è chiaro che la partita più delicata riguarda i Palazzi Scaligeri, anche perché il fine ultimo dell'operazione del Ministero, oltre che il risparmio sugli affitti, è la valorizzazione degli immobili. «La storia di Verona non può finire sul mercato - afferma il deputato del Pd Vincenzo D'Arienzo- per evitare il rischio, che spero sia piuttosto remoto, penso sia utile approfittare della riforma delle prefetture attualmente in atto ed in particolare la loro riduzione da 105 a circa 70». Secondo D'Arienzo, se a Verona fosse istituita una «super-Prefettura» che, oltre che Verona, abbia competenza su Rovigo e magari su Vicenza, si avrebbe la ragionevole certezza che i Palazzi Scaligeri resteranno «in mano pubblica». Il timore, altrimenti, è che la prefettura veronese possa essere ridimensionata: la riforma Madia impegna le amministrazioni a ridurre gli spazi utilizzati del 30 in tre anni. Peccato che nella bozza di decreto su questo punto della riforma della pubblica amministrazione, Rovigo sia accorpata a Padova. «Combatteremo», promette D'Arienzo. Anche se il Parlamento dovrà votare un semplice parere, e non potrà modificare il decreto. «In ogni caso per i Palazzi Scaligeri - aggiunge il consigliere provinciale del Pd, Giandomenico Allegri - occorre un trattamento diverso rispetto agli altri immobili». C'è anche un quarto immobile che Invimit potrebbe acquistare dalla Provincia, ma solo nel 2017, ovvero la caserma dei Carabinieri di Pastrengo.