Gentile signora, c'era una volta la via di ratt: io guarderei con grande simpatia a una targa stradale così antica e così chiara. Ma adesso quei topi un po' leggendari hanno ceduto la loro targa a Cesare Cantù e la nostalgia per il vecchio toponimo ha dato spazio al rispetto per il nuovo, per la memoria del grande studioso delle cose lombarde, fondatore nel 1873 della Società Storica Lombarda. Questa considerazione mi è sorta leggendo la lettera quanto mai attuale di Bruno Pellegrino dell'8 settembre. E il mio interesse si è acuito perché grazie a una lunga collaborazione con la Società storica i temi della toponomastica mi sono diventati consueti: una certa legge impone infatti alla Storica l'obbligo di rispondere alle richieste di parere (non vincolante) che le prefetture della Lombardia le rivolgono per conto dei Comuni che chiedono nuove intitolazioni (la sostituzione dei nomi esistenti è regolata da un'altra legge, orientata alla tutela delle memorie). Dodici Prefetture, per conto di circa 1.500 comuni, ciascuno con le sue memorie. Il desiderio di manifestare le tendenze del momento convive con quello di conservare i vecchi nomi di quel tal prato, di quel tal fontanile. Per noi, eredi di Cesare Cantù, questo compito comporta continui viaggi ideali su e giù per la Lombardia, ma sono poi gli stessi viaggi che facciamo con le altre attività: le faccende di una Biblioteca pubblica (oggi presso la sua sorella maggiore, la Braidense) e gli incontri culturali. E infine il nostro Giornale, l'Archivio Storico Lombardo, che esce ogni anno dal 1874. Oggi, comunque, l'indegno successore di Cantù alla presidenza della Società storica, entrando nel Palazzo di Brera per salire alla sua sede, si rallegra al pensiero che a nessuno potrà mai venire in mente di alterare il nome di questo luogo straordinario . Luigi Orombelli Presidente società storica lombarda La sua via dei ratt mi ha fatto pensare alle non rare fotografie che mi mandano i lettori raffiguranti roditori all'opera in città, vuoi in qualche parco, vuoi dentro un fosso o, va da sé, vicino ai Navigli. Segno, insomma, che quei ratt tanto leggendari non erano; come non lo sono oggi. Battute a parte, benemerita è l'opera della vostra Società che contribuisce a tenere viva la straordinaria storia di Milano, non solo quella politica e militare, ma anche quella, forse più appassionate ancora, economica, industriale, sociale e contadina. E visto che siamo in tema, colgo l'occasione per ricordare che al Castello è in corso un ciclo di conferenze (con annessa mostra di stampe della Raccolta Bertarelli) proprio sui toponimi milanesi, in particolare sui significativi nomi delle cascine (Cuccagna, Mancafame, Mancatutto). Isabella Bossi Fedrigotti ibossicorriere.it