Il diavolo è nei dettagli. Ma anche tutto il pressapochismo, la superficialità e il cattivo gusto italici spesso si comprimono in aspetti minimali, forse trascurabili, eppure osceni. Quel mix micidiale per il quale, in fondo, ci meritiamo i luoghi comuni che ci vengono attribuiti. Altro non viene da dire infatti guardando la fontana dell'Abbondanza sul decumano inferiore di Pompei, sfigurata pochi giorni fa con un rubinetto da due euro comprato al ferramenta. E per fortuna presto sistemata. La storia conclusasi appunto con una piccola ma significativa vittoria è partita da Facebook. In particolare dalla pagina Anima vesuviana gestita da un'utente, Laura Noviello. Su quella e altre bacheche è stato inizialmente pubblicato lo scatto dell'antico mascherone romano deturpato ad arte con un banale rubinetto in ferro e plastica nera degno di un giardinetto privato. "Ecco come Pompei muore ogni giorno ha scritto l'amministratrice sulla pagina l'8 settembre, rilanciando l'immagine fotografata il 6 del mese la si cura distruggendola, ed è tutto tacitamente lecito". Fortunatamente la mobilitazione sui social network è stata talmente rapida e chirurgica e in fondo il lavoro piuttosto limitato da spingere la Soprintendenza a intervenire già dai giorni successivi sostituendo l'orrore con un più adeguato ed elegante rubinetto in ottone. Simile a quello che, d'altronde, c'era prima della riparazione. Il paragone fra il pre e il post è ovviamente improponibile e la foto di raffronto, qui sopra, parla da sola. Rimangono però in queste piccole-grandi incurie certo nulla rispetto all'allarmante degrado in cui versano centinaia di monumenti, ville, giardini e scavi abbandonati in attesa di chissà quali fondi, Pompei inclusa i segnali del nostro inequivocabile modo di fare. Di un atteggiamento di insopportabile menefreghismo in virtù del quale neanche muoversi all'interno di un sito archeologico unico al mondo, costantemente minacciato dal tempo e dagli uomini, ci spinge a elevarci verso il bello. E soprattutto a scacciare la sensazione di vivere di rendita attenzione, una tendenza che si trova ovunque, dalla gestione della Storia al bar per i turisti grazie alle meraviglie che il Passato ci ha lasciato in eredità. Stentiamo insomma a porci delle domande, a migliorare invece di peggiorare, a sentire nostro, sì, anche quel rubinetto. E, in fondo, tutti i rubinetti delle nostre città. Ma certo se neanche i custodi, i responsabili della manutenzione, l'ultima burocrate della Soprintendenza di Pompei riescono a far battere e sentire dentro di loro questo amore per il dettaglio e questa responsabilità verso la tutela e la cura, c'è davvero poco da sperare. Se non che quell'eredità, nonostante tutto, si assottigli il più lentamente possibile.
POMPEI-In quel rubinetto scorrono i mali d'Italia
Un'utente di Facebook, Laura Noviello, ha pubblicato una foto di una fontana dell'Abbondanza a Pompei con un rubinetto da due euro comprato al ferramenta. La foto è stata condivisa e ha suscitato un'attenzione rapida sui social network. La Soprintendenza di Pompei ha intervento e sostituito il rubinetto con uno più adeguato. La vicenda ha sollevato il problema del degrado dei monumenti e delle strutture archeologiche in Italia. La foto del rubinetto è stata pubblicata per dimostrare come la mancanza di cura e di attenzione possa portare a un degrado significativo. La vicenda ha sollevato l'importanza della tutela e della cura dei monumenti e delle strutture archeologiche.
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