«Mentre arrivano gli austriaci a guidare i nostri musei, noi chiudiamo le biblioteche». Dialogo tra titani con Ginzburg MANTOVA. Basilica di Santa Barbara trasformata a tutti gli affetti in aula dell'Università di Los Angeles e insieme della Normale di Pisa, con Carlo Ginzburg e Salvatore Settis: due lectio magistralis unite in una, di altissimo profilo, con la coppia di professori che ogni tanto è scesa dalla cattedra, metaforicamente, per intervenire sull'attualità. Prendendo spunto dal grande archeologo e storico dell'arte tedesco Aby Warburg, che nel 1888 poté leggere nella Biblioteca Nazionale di Firenze il libro pubblicato nel 1872 da Charles Darwin sull'espressione delle emozioni nell'uomo e negli animali, Settis ha levato la voce contro la penuria di personale in quella stessa biblioteca che vede oggi rallentare, o in certi orari sospendere la distribuzione dei libri agli utenti: «Mentre arrivano austriaci e tedeschi a dirigere in nostri musei, noi chiudiamo le biblioteche» ha tuonato Settis in evidente polemica con la scelta operata dal ministero per il Ducale di Mantova. L'evento del Festival era teso a presentare il libro di Carlo Ginzburg "Paura reverenza terrore" (edito nel 2008 e riproposto ora da Adelphi) contenente cinque saggi di iconografia politica. Incentrato cioè sulle immagini come strumento di potere: dalle immagini siamo oggi quotidianamente sommersi. Ci dicono ci impongono cosa comprare, cosa fare, cosa dire. Tanto che è necessario proteggersi, una necessità ineludibile, «contro l'atteggiamento passivo ha detto Settis per non essere pecore». Ginzburg ha portato con sé alcune diapositive che ha fatto scorrere sullo schermo: "Guernica" di Picasso, l'ultimo respiro di "Marat" di David (il pittore di Napoleone), l'immagine di Lord Kitchener che col dito puntato ordina nel 1914 ai sudditi britannici di arruolarsi nella Grande guerra (così come fa lo Zio Sam con gli americani). Ma il dito puntato lo rivolge anche san Giovanni Battista verso Gesù indicando "questo è il messia" nel dipinto di Caravaggio; il dito puntato serve tanto a indicare il godimento della baccante quanto il dolore di Maria Maddalena. È un elemento ambivalente: «Gli estremi di passioni contrapposte ha detto Ginzburg vengono espresse con gesti identici». Le suggestioni del dialogo tra Ginzburg e Settis (che tra consenso e dissensi va avanti da decenni) hanno suscitato l'interesse del pubblico di Santa Barbara, seguendo per esempio le tracce, i paralleli, i collegamenti tra "Guernica" e un quadro del 1798 perlopiù sconosciuto, di Topino-Lebrun, che raffigura la morte del tribuno della plebe Caio Gracco, che si trova nel museo di Marsiglia. Picasso e Braque andarono a Masiglia nel 1912 dove acquistarono oggetti africani: videro anche quel quadro? I nomi risuonati nella basilica sono quelli di Winckelmann, Burckhardt, Edgar Wind, Ernst Gombrich, Joshua Reynolds. Grandi applausi. Pubblico ammaliato dalle vette. Inarrivabili.