MAMOIADA Graziano Deiana interviene con una lettera nel dibattito scatenatosi attorno alla svendita dei Mamuthones: «Lasciamo in pace l'esercito e la guardia di finanza, che devono risolvere problemi più complessi, e diamo avvio ad un confronto serio dice . Voglio entrare in punta di piedi nella discussione, che si ripete da tempo come un appuntamento annuale» scrive Deiana. «Facciamo, allora, un po' il punto della situazione propone il rappresentante autorevole del borgo barbaricino Circa dieci anni fa l'amministrazione comunale di allora registrò presso la Camera di Commercio di Nuoro alcuni "marchi", più esattamente le denominazioni Mamuthone, Issohadore e Perda Pintà, con le relative dettagliate immagini di ogni particolare. In pratica spiega si intendeva adottare una qualche misura di contenimento e dissuasione sull'utilizzo improprio dei beni culturali locali. Allo stesso tempo, inoltre, i "marchi" potevano essere estesi ed utilizzati per la Denominazione Comunale (Deco) che identificava le produzioni locali, sotto un'unica denominazione legalmente riconosciuta, promuovendo e certificando la genuinità e la provenienza degli stessi prodotti. Un modo, insomma, per garantire produttori ed acquirenti. Venendo all'oggi prosegue Graziano Deiana l'utilizzo della rete ha diffuso in modo capillare e globale tutto ciò che riguarda le nostre maschere e la nostra cultura, e ciò è sicuramente un bene. Allo stesso tempo, tra milioni di osservatori curiosi c'è sempre qualcuno che coglie la palla al balzo per mettere in moto qualche business in mala fede, e ciò non va tanto bene, tenendo conto che le contraffazioni, non dico dei marchi, ma degli stessi prodotti alimentari e non solo, compresi le varie Doc, Dop, sono sempre più diffuse». Non resta, insomma che un interrogativo, al quale dare soluzione: che fare? Le strade da percorrere potrebbero essere molteplici. Anzitutto, si suggerisce, l'intero paese discuta pacatamente sul ruolo attuale delle maschere e della cultura di Mamoiada, intesi come "bene comune" appartenente all'intera comunità, indissolubile, irrinunciabile e non modificabile. In secondo luogo, si riprenda l'istituzione adeguatamente aggiornata dei marchi, che difendono e danno forza all'intero sistema culturale e produttivo locale. Infine, si metta mano con competenza e determinazione il lavoro già iniziato con i comuni di Ottana e Orotelli e con la Regione Sardegna, perché si arrivi al riconoscimento delle maschere tradizionali come Patrimonio Culturale dell'Umanità.
SARDEGNA - Tutela dei Mamuthones Deiana: Bene comune
Graziano Deiana, rappresentante del borgo barbaricino di Mamoiada, interviene nel dibattito sulla svendita dei Mamuthones. Deiana propone di lasciare che l'esercito e la guardia di finanza risolvano i problemi più complessi e di iniziare un confronto serio. Deiana spiega che circa dieci anni fa l'amministrazione comunale registrò i "marchi" Mamuthone, Issohadore e Perda Pintà per contenere l'utilizzo improprio dei beni culturali locali. Deiana sostiene che l'utilizzo della rete ha diffuso la cultura sarda, ma anche le contraffazioni.
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