PISA Sono le stampe e i volumi delle collezioni più antiche. Chi li ha visti, racconta di una montagnola di volumi accatastati nella sala di consultazione e da giorni tamponati con carta assorbente. Un foglio ogni libro, un foglio tra incunabolo e incunabolo. Dal nubifragio del 24 agosto, il "fondo A" custodito nella biblioteca della Sapienza sconta gli effetti di un'infiltrazione di acqua che ha allagato una della stanze del palazzo quattrocentesco. Chiuso dal 2012 dopo le lesioni provocate dalle onde sismi del terremoto dell'Emilia, l'edificio di piazza Dante, sede di Giurisprudenza e appunto della biblioteca, è un cantiere inaccessibile. Il Tirreno non è stato autorizzato ad accedere, ma la direttrice della biblioteca Angela Marseglia conferma: «È vero, durante il nubifragio c'è stata un'infiltrazione, la sala si è leggermente allagata ed è stata colpita parte di un fondo. Per lo più si tratta di materiale a stampa, antico, ma i danni sono contenuti. Dobbiamo ancora fare una valutazione, ma non c'è nessun allarme». Dopo tre anni, a giugno sono partiti i lavori per riaprire uno dei luoghi più frequentati dagli universitari pisani. Dal giorno della chiusura, determinata da alcune crepe e un rischio crollo dovuto proprio al peso dei 600mila volumi custoditi al primo piano, 70 docenti e 5 mila studenti non hanno più una casa. Non solo. La Sapienza, che in qualità di Biblioteca universitaria pisana, nonostante il nome, è sotto la tutela del Ministero dei Beni culturali, custodisce 1.389 manoscritti, 161 incunaboli, 7.022 cinquecentine, oltre 600mila volumi e 4.357 periodici. La gran parte delle riviste è stata trasferita a San Matteo, ma alcuni dei fondi librari più prestigiosi sono ancora nell'edificio. Alcuni, proprio in vista dei cantieri, sono stati spostati per scongiurare il pericolo di crolli, altri sono ancora al loro posto. E proprio i cantieri, partiti con un finanziamento di oltre 9 milioni di euro messo insieme da Ministero, Università di Pisa, Comune e Regione, potrebbero essere la causa indiretta di un allagamento che ha bagnato il materiale lasciato nella sala di consultazione, dato che nel tentativo di far uscire la polvere gli operai hanno tenuto alcune delle finestre aperte e la pioggia sarebbe filtrata all'interno. «È entrata acqua dalle finestre», taglia corto Marseglia. Impossibile per ora sapere che cosa si sia danneggiato. Fra i fondi storici ci sono incunaboli di grande valore storico e culturale: ad esempio il De divinis institutionibus di Lattanzio stampato a Roma nel 1468, alcuni esemplari di edizioni aldine dell'Opera omnia di Aristotele e di Poliziano di epoca rinascimentale, il Dante di Niccolò della Magna stampato a Firenze nel 1481 con incisioni di Baccio Baldini su disegni del Botticelli o un Tito Livio stampato a Venezia ornato da 240 xilografie. Molte sono le raccolte ottocentesche storico-letterarie e perfino gli statuti e le leggi sulla Toscana e sulla città di Pisa risalenti anche al XII secolo. E il fondo antico a stampa, riporta il sito della biblioteca, «è particolarmente ricco di edizioni del sedicesimo secolo», fra cui anche una raccolta di leggi del Granducato. Forse una verifica in più, in effetti, la meritano.