«Tutti i musei del mondo chiudono un giorno a settimana. Le opere hanno bisogno di respirare». Anna Coliva è stata da poco riconfermata alla guida della Galleria Borghese (500 mila visitatori ogni anno). Storica dell'arte, è uno dei venti super direttori scelti alla guida dei principali musei statali italiani. Le piace l'idea di aprire Versailles, Louvre e museo d'Orsay sette giorni su sette? «Non mi pare che una scelta del genere sia conveniente, né dal punto di vista economico, né pensando alle opere». Potrebbe danneggiarle? «Un giorno di riposo serve soprattutto a montare le mostre e a fare la manutenzione. Ma c'è di più. Un'opera ha bisogno di condizioni ambientali ottimali, non va sottoposta a stress e scossoni. È importante assicurarle una temperatura adatta, che non la danneggi. Le opere su tavola e gli affreschi sono molto fragili». E se il giorno di chiusura fosse dedicato alla visita delle scolaresche? «In questo caso potrebbe essere interessante, era un mio vecchio progetto. Le visite degli studenti sono numericamente contenute e possono essereconcentrate in poche ore. Comunque decisioni del genere vanno adattate caso per caso e non affidate a norme generali». Qual è il suo timore? «Che possa trattarsi di una mossa solo mediatica»
ROMA - Anna Coliva: "Mossa mediatica i capolavori devono riposare"
Anna Coliva, storica dell'arte e direttrice della Galleria Borghese, esprime dubbi sull'idea di chiudere i musei il giorno di riposo. Secondo lei, un giorno di chiusura potrebbe danneggiare le opere d'arte, soprattutto se non si tengono conto delle esigenze specifiche di ogni opera. Inoltre, potrebbe essere difficile gestire le visite degli studenti in un unico giorno. Coliva suggerisce di adattare le decisioni al caso e di non basarsi su norme generali. Non è chiaro se il suo timore sia legato a motivi mediatici o a preoccupazioni più sostanziali.
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