Alle 11 una manifestazione all'Augusteo contro i tagli: in piazza anche attori e tecnici Fondi azzerati per quindici strutture, cancellate 20 mila giornate lavorative in regione VENTIMILA giornate lavorative cancellate in regione. Fondi azzerati per 15 compagnie teatrali solo nella città di Napoli. Teatri come Bellini e il Nuovo a cui è stato negato lo status di "rilevanza culturale". La Campania si ribella ai tagli operati dal ministero dei Beni culturali. «Il governo ci sta martoriando, ha penalizzato il Sud e sta colpendo centinaia di posti di lavoro», gridano gli operatori culturali. Attori, produttori, tecnici, sarti: si sono dati appuntamento per oggi alle 11 nel foyer del teatro Augusteo per «discutere delle scellerato decreto ministeriale» insieme al sindaco Luigi de Magistris, all'assessore alla Cultura del Comune Nino Daniele e a Sebastiano Maffettone, consigliere culturale del governatore De Luca. Sotto accusa finisce il fondo unico per lo spettacolo, il Fus, con il quale si finanzia lo spettacolo dal vivo. Con il decreto del primo luglio 2014 è partita la rivoluzione: creati 7 teatri nazionali, 19 teatri di rilevanza culturale e 24 centri di produzione. Nuova organizzazione e, quindi, nuovo riparto dei fondi. «Per concentrare i soldi sulle grandi strutture teatrali spiega Gianni Pinto, vicepresidente di Artec, associazione teatro Campania sono stati tolti i contribuiti ai medi e piccoli che hanno però tradizioni ultratrentennali alle spalle». Niente più sostegno all'Augusteo: circa 65 mila euro. Respinta la richiesta di contributo avanzata da Cilea, Sannazaro, Totò. Declassati a centro di produzione realtà che si erano associate per avere lo status di "rilevanza culturale": Teatro Nuovo, Le Nuvole, Enzo Moscato, Salerno contemporanea, Galleria Toledo. Spariti 550 mila euro per compagnie come Ica project, Elicantropo, Suoni e scene. Il "teatro pubblico campano", dopo essersi associato con "Circuito Danza", si è visto ridurre il contributo di 300 mila euro: da un milione a 700 mila euro. Ma il governo spiegano da Artec ha «discriminato il Mezzogiorno: solo il 20 per cento delle nuove strutture riconosciute sono al Sud». Ecco i numeri: su 7 teatri nazionali ce n'è solo uno al Sud, su 19 teatri di rilevanza culturale sono 4 al Meridione, su 24 centri di produzione 5 sono da Roma in giù. «Regione e Comune dichiara Michele Monetta, presidente di Icra project devono aiutarci, investendo su di noi ora che il governo ha deciso di non farlo. Bisogna fare pressione sul ministero per cambiare il decreto a partire dal 2016 visto che le compagnie che sono state escluse potranno richiedere i fondi ora solo tra tre anni». Non ci sta l'assessore Daniele: «Il governo ha creato squilibri, bisogna intervenire per operare delle correzioni. Napoli é la capitale europea del teatro. Vanno sostenute non solo le grandi eccellenze teatrali ma tutto tessuto diffuso. Raccogliamo le proposte, siamo in contatto con la Regione. Ho sentito il consigliere Maffettone. La nostra speranza è che si apra un tavolo di confronto ». Spiega Massimo Taglialatela, segretario Uil comunicazione: «La riforma ha messo in ginocchio tutte le compagnie teatrali. Siamo male rappresentati nella commissione del ministero». Gli operatori culturali ragionano conti alla mano: il Fus era di 160 milioni, non bastava un aumento di 5 milioni ora che sono stati "inventati" i teatri nazionali che hanno beneficiato di altri 5 milioni tolti a 130 compagnie teatrali in Italia. Soldi necessari per i teatri nazionali che per la riforma dovranno garantire 240 recite annuali mentre finora ne facevano in media 120. «Se non pareggio i conti, smetto», allarga le braccia Pinto. Protesta anche chi ha ricevuto i fondi. Per "i Teatrini" 70 mila euro, ma il responsabile Luigi Marsano dice: «Siamo solidali con chi è rimasto a secco. Gli esperti del ministero hanno preso cantonate».
La rivolta delle compagnie teatrali "Messi in ginocchio dal governo"
Oggi alle 11 a Napoli si è svolta una manifestazione contro i tagli operati dal ministero dei Beni culturali. I fondi per lo spettacolo dal vivo sono stati azzerati, con un impatto particolarmente duro sul Sud. La Campania si ribella ai tagli, che hanno penalizzato il Sud e colpito centinaia di posti di lavoro. Gli operatori culturali hanno chiesto aiuto al governo per cambiare il decreto. Il governo ha creato squilibri, bisogna intervenire per operare delle correzioni. La manifestazione è stata organizzata con il sindaco Luigi de Magistris, l'assessore alla Cultura del Comune Nino Daniele e il consigliere culturale del governatore De Luca.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo