Eugenio Riccomini, già collaboratore di Cesare Gnudi alle Gallerie di Bologna, soprintendente alle Belle arti di Parma, assessore alla Cultura a Bologna, gran conoscitore d'arte e didatta capace di incantare con le sue conversazioni e passeggiate d'arte, sul biglietto per vedere il Compianto non ha dubbi: «Sarò rimasto indietro con i nostri tempi, ma per principio sono molto contrario a pagare per vedere un'opera d'arte». Eppure in molte chiese storiche in Italia si paga. E nei musei dappertutto c'è un biglietto «Sì, in Italia, in Francia, nel Belgio cattolico è invalsa l'abitudine di mettere ingressi a pagamento per le chiese d'arte. Ma per me anche l'entrata ai musei dovrebbe essere gratuita. Le gallerie, le pinacoteche conservano e curano opere che sono di tutti. Dovrebbe essere la collettività ad assumersene gli oneri, cioè lo Stato». Il biglietto è stato introdotto da Genus Bononiae per contribuire alle spese di manutenzione e restauro della struttura. Non lo trova giusto? «La manutenzione, il restauro dovrebbero essere compiti dello Stato. Da sovrintendente a Parma ho fatto restaurare la cupola del Duomo con gli affreschi del Correggio e non ho chiesto un soldo ai cittadini. Lo stesso fece Gnudi a Bologna per la facciata di San Petronio». Ma Stato, enti locali e perfino le fondazioni risentono della crisi e non riescono a supplire a tutte le necessità. «La realtà è che alla cultura viene destinata una quota risibile del bilancio dello Stato, segno dell'incuria dei governanti. Un tempo c'erano ministri che magari non erano esperti di opere d'arte, ma che i soldi per i restauri li trovavano». Nei musei, però, si è sempre pagato un ingresso. «In Italia, in Francia c'è un biglietto, ma non è così ovunque: nei grandi musei nazionali inglesi, per le collezioni permanenti l'ingresso è gratuito. È un segno di civiltà. Se lei va all'Archiginnasio, paga? Lì va a leggere opere d'arte e cultura. Così nei musei, nelle chiese, non dovrebbe esserci un biglietto. Anzi, lo Stato dovrebbe pagare i visitatori, perché dopo essere entrati in contatto con la bellezza escono cittadini migliori. Sono contrario a spendere per istruirsi».
Bologna. La cultura appartiene a tutti e non deve avere un prezzo
Eugenio Riccomini, un esperto di arte e didatta, è contrario all'introduzione del biglietto per vedere il Compianto in una chiesa storica. Secondo lui, l'ingresso ai musei e alle chiese dovrebbe essere gratuito, poiché le opere d'arte sono di tutti e la collettività dovrebbe assumersene gli oneri. Riccomini ricorda che in passato, come sovrintendente a Parma, ha fatto restaurare la cupola del Duomo con gli affreschi del Correggio senza chiedere denaro ai cittadini. Inoltre, afferma che la cultura non riceve una quota sufficiente del bilancio dello Stato, segno dell'incuria dei governanti.
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