Tre euro per ammirare il Compianto. Il capolavoro di Niccolò dall'Arca debutta con il biglietto a Santa Maria della Vita. Roversi Monaco: «Genus Bononiae sostiene già troppe spese». Divisi i critici. Evangelisti: «Si fa dappertutto». Riccomini: «Contrario per principio» Tre euro per ammirare il Compianto sul Cristo morto . Un euro per le scuole e via libera ai bimbi fino ai 5 anni. Anche Genus Bononiae «infrange il tabù» secondo le parole del presidente Fabio Roversi Monaco della fruizione gratuita dell'arte nei luoghi pubblici e di culto. Già da ieri, per visitare lo struggente capolavoro in terracotta di Niccolò dell'Arca custodito in Santa Maria della Vita, si stacca un biglietto. Seguendo il percorso che porta alla cappella accanto all'altare. Per rendere più evidente la «rivoluzione», la cappella sarà presto «nascosta» da un leggero pannello «non invasivo», studiato dall'architetto Roberto Terra. «Siamo solo arrivati in ritardo», rimarca Roversi Monaco. Pensa ad altre città italiane, all'Europa. Anche a San Petronio, dopo la mostra su più sedi di San Giovanni di Modena, ha lasciato a pagamento la visita alla Cappella Bolognini e all'adiacente di Sant'Abbondio: sempre 3 euro ma, in più, c'è l'audioguida. Anche il Comune, l'anno scorso, vedendo che il teatro Anatomico dell'Archiginnasio faceva incetta di pubblico introdusse l'obolo dei canonici 3 euro. Pare che i visitatori siano addirittura aumentati. Non è partita male nemmeno la novità del Compianto : nella prima giornata (dalle 10.30 alle 18.30) hanno pagato il biglietto in 173. Roversi Monaco compreso. Giusto per dare il buon esempio. Il fatto è che mantenere certi capolavori ha un costo elevato. «Da vent'anni è venuto meno il sistema di sostegno del patrimonio artistico da parte dello Stato e degli enti locali. Genus Bononiae ricorda il suo presidente nel 2006 ha stipulato una convenzione con l'Ausl, proprietaria del complesso di Santa Maria della Vita, che include anche l'Oratorio e il museo della Sanità, e con la Curia. Ci siamo presi in carico la gestione e la manutenzione». Snocciola le cifre: 300 mila euro per la gestione ordinaria annuale, incluso il personale; 1,3 milioni già spesi per restaurare la cupola e 57 mila euro per la messa in sicurezza del Compianto a seguito del terremoto; 150 mila euro, infine, per mettere a norma il riscaldamento. Bisogna ancora valutare quanto costerà il restyling di intonaci e affreschi del santuario, che cominciano a cedere. La decisione di dire addio alla gratuità è stata presa di concerto con Ausl e Curia. E porterà preziose risorse in cassa. L'inestimabile scultura colleziona infatti una media di 320-350 mila visitatori l'anno. Nel 2014 si è toccata la vetta dei 440 mila, a traino della mostra della Ragazza con l'orecchino di perla. «Ma non produrremo utili precisa Roversi Monaco sarà tutto investito. Spendiamo già cifre pazzesche. Il valore dei beni che abbiamo restaurato è di 150 milioni di euro. Eppure non abbiamo mai fatto pagare più di 13 euro per un mostra». Vittorio Sgarbi,che ha curato la mostra Felsina Pittric e appena conclusa a Palazzo Fava, dà la sua benedizione: «Il biglietto sottolinea il grande valore dell'opera». I 3 euro per il Compianto comprendono, per altro, l'entrata al museo e all'Oratorio (ancora per un paio di mesi restano a ingresso gratuito). In media, dunque, un euro a luogo, senza contare che l'Oratorio, nella cornice degli affreschi, ospita anche lo straordinario complesso scultoreo Il Transito della Vergine di Alfonso Lombardi. Ma se i turisti metteranno volentieri mano alla borsa, il vero boccone è amaro per i bolognesi, abituati a godere liberamente (e più volte all'anno) delle tante meraviglie della propria città. «Abbiamo allo studio abbonamenti e agevolazioni per i residenti», assicura Roversi Monaco. Progetto che fa il paio con quello annunciato più volte dal Comune. La vera rivoluzione sarebbe questa.
Bologna. Biglietto per il Compianto. Ma è giusto farlo pagare?
Il Compianto di Niccolò dall'Arca, un capolavoro di scultura in terracotta, è stato inaugurato con un biglietto di 3 euro per visitarlo a Santa Maria della Vita a Bologna. Il biglietto comprende l'ingresso al museo e all'Oratorio. Il presidente di Genus Bononiae, Fabio Roversi Monaco, sostiene che il sistema di sostegno del patrimonio artistico da parte dello Stato e degli enti locali è venuto meno e che la decisione di dire addio alla gratuità è stata presa di concerto con l'Ausl e la Curia. Il Compianto è stato restaurato con un costo di 150 milioni di euro e attira una media di 320-350 mila visitatori all'anno.
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