Parte dal mercato di Resina la rinascita di Ercolano. Il mercato degli stracci, infatti, sarà il cardine del progetto di Ercolano città della Cultura. Oltre al Festival dell'Archeologia e al rilancio del Mercato dei fiori. Tra i progetti dell'amministrazione comunale anche l'estensione della rete wi-fi. NAPOLI. Quando bisogna ricreare il mood tipico degli anni '70-'80 non c'è regista italiano che non mandi a Resina i propri assistenti. Da «La meglio gioventù» a «I cento passi», i protagonisti indossano abiti, anzi «pezze» per essere precisi, made in via Pugliano. Un tempo accorsato mercato, oggi supermarket per il cinema e poco più. Ma soprattutto quartiere di Ercolano assai degradato. Per questo uno dei cardini di Ercolano città della Cultura sarà proprio Resina. È partito il conto alla rovescia per la presentazione ufficiale del progetto: c'è tempo fino al 15 settembre. E quella dell'amministrazione è davvero una rincorsa essendo partiti assai in ritardo sulle concorrenti Aquileia, Como, Mantova, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni. Ma il 14 il progetto sarà presentato in consiglio comunale, fatto e finito. Il sindaco, Ciro Buonajuto, tra l'altro può contare sull'aiuto (gratuito) degli uomini della fondazione Packard che, quasi unico esempio in Italia, ha fatto rinascere gli scavi di Ercolano con una riuscita partnership pubblico-privata. Tant'è che la prossima settimana di questo ambizioso progetto si discuterà con tutta la città. Si parte da due concetti: il disagio e la bellezza. Non per forza agli antipodi e non per forza inconciliabili. Prendiamo appunto via Pugliano, che sarà il centro del progetto. Prima cosa perché il «mercato delle pezze» potrebbe essere un brand (altrove lo sarebbe da una vita, ma questo è un altro discorso). Si parte dalla semplice segnaletica in più lingue alla riedizione, per i turisti, del mercato degli stracci diventato famoso cinquant'anni fa. Con la fondazione San Carlo, via Pugliano sarà location per spettacoli. Altro cardine sarà ovviamente l'archeologia, partendo dagli scavi ma non solo. L'idea è quella di lanciare il Festival dell'Archeologia, festival diffuso e con il coinvolgimento di tutte le scuole cittadine. Nei desideri intorno al progetto dovrebbero nascere tante attività, innovative e giovani. Ultimo, ma non meno importante, pilastro sarà il mercato dei fiori, rilanciato e anche in questo caso possibile attrattore turistico. Ma senza soldi è assai difficile che si riesca a prolungare e rendere soprattutto strutturale qualsiasi idea di rilancio e rinascita della città. Anche la più semplice come un portale funzionale, il wi-fi gratuito o anche semplicemente rendere trasparente la macchina amministrativa. E qui entra in campo la Regione. Il 31 ottobre ci sarà il verdetto finale, le due città vincitrici avranno a disposizione un milione di euro. Non poco, ma neanche tantissimo per un Comune che parte da zero. La Regione Campania ha dato piena disponibilità per la copertura delle spese per l'anno successivo. Ovvero il 2017. Non è poco. Per Ercolano è una buona notizia. Ora tocca ovviamente al ministero dei Beni culturali scegliere. Ma se il governo Renzi vuol dare davvero un segnale al Mezzogiorno, Ercolano capitale italiana della Cultura sarebbe già l'inizio di una nuova narrazione. Il renzianissimo Buonajuto incrocia le dita.
Resina, wi-fi e festival dell'archeologia. Così Ercolano vuole diventare Capitale
Il progetto "Ercolano città della Cultura" è stato lanciato con il sostegno della fondazione Packard, che ha aiutato a far rinascere gli scavi di Ercolano. Il progetto prevede la presentazione ufficiale il 14 settembre e include la riedizione del mercato degli stracci, il Festival dell'Archeologia e il rilancio del Mercato dei fiori. La Regione Campania ha dato disponibilità per coprire le spese per l'anno successivo. Il progetto è stato presentato in consiglio comunale e il sindaco Ciro Buonajuto è entusiasta. Il progetto include anche la creazione di un portale funzionale e la copertura della rete wi-fi.
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