Due giorni di Compianto sul Cristo morto a pagamento. Da martedì, infatti, servono tre euro per poter ammirare il complesso scultoreo di Niccolò dell'Arca con quelle figure in terracotta sconvolte dal dolore. Ma la scelta di Genus Bononiae di rendere a pagamento la visita al capolavoro del maestro quattrocentesco divide i visitatori della chiesa di Santa Maria della Vita (173 i biglietti staccati martedì, 171 quelli acquistati ieri). Gaia, per esempio, ha scelto di non visitare il Compianto a pagamento per una questione di principio. «Persino la Pietà di Michelangelo, in Vaticano, è gratuita», fa notare davanti all'ingresso della chiesa. Ludovica, invece, fa i conti con le esigenze di bilancio e i costi di mantenimento della struttura nel suo complesso: «Quindi direi che va bene anche così». Molti plaudono all'iniziativa. Fra i turisti stranieri, ad esempio, quasi nessuno ha espresso perplessità. Per Oleg, ad esempio, non è affatto un problema. «E spero non lo sia nemmeno per voi italiani», sottolinea. Dal suo punto di vista privilegiato sulla scalinata della chiesa di via Clavature, un artista di strada analizza la situazione e traccia un bilancio al ribasso: «Normalmente i visitatori entrano e passano più tempo, si soffermano. Oggi entrano ed escono subito. I più non pagano e guardano solo quel che si può vedere, senza dover pagare». A dividersi sono anche i lettori del Corriere di Bologna , che in un sondaggio che prosegue oggi sul nostro sito si sono pronunciati a favore o contro il biglietto per il Compianto . Alle 19.30 di ieri il 54 dei 202 votanti si era detto favorevole all'iniziativa. «Se sono soldi destinati alla conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico, direi che sono pure troppo pochi. L'idea del tutto gratis per tutti a Bologna ha creato solo danni», scrive un lettore. Ma tra i sostenitori del no c'è anche chi chiama in causa il mito di Bologna la Grassa e la sua «ingordigia di denaro».