Parla il neo ministro ai Beni Culturali. Rocco Buttiglione a proposito della Biennale d'arte di Venezia dice: «L'arte che cerca la provocazione ad ogni costo è un'arte vecchia, un'arte che rappresenta la negazione del presente, un'arte senza alcun futuro» e ancora «L'arte è sempre stata la negazione del presente, un tempo però il senso era preparare la rivoluzione. Per questo l'estetica del comunismo assomiglia a quella del fascismo e del nazismo; con la differenza che il nazismo bruciava l'arte "degenerata", mentre il comunismo la usava coma elemento disgregatore dell'ordine borghese». Perfetto. Il caso della Biennale veneziana, che da tempo ormai interpreta la contemporaneità in maniera dissennata, sembra sancire lo scollamento irreversibile fra il produttore (non si riesce a definire artista chi mette in scena una fellatio o chi compone un lampadario con gli assorbenti interni) e il fruitore, fra arte e estetica. Il peggio della rassegna lagunare, però, sta nel fatto che le curatrici hanno voluto dare spazio ad una produzione femminile che condanna irrimediabilmente le donne al ruolo di epigono del brutto e del volgare, Se il "messaggio" di questa Biennale doveva essere: "Spazzatura è donna" il risultato è stato raggiunto, ma ci sia permesso di protestare, donna ò qualcosa di meglio a di più. Barilli difende la Biennale Sparla Renato Barilli che, contestando il duro giudizio del ministro Buttiglione, dice; «Buttiglione è inadeguato a valutare, forse è la prima volta che viene», Barilli allora ci spieghi, è necessario aver visto porcherie a ripetizione per riconoscerne una? O forse il critico vuol dire che il ministro, non avendo frequentato le varie edizioni della Biennale, non si a ancora assuefatto al brutto? A proposito di inadeguatezza, che tipo di preparazione dovrebbe avere un visitatore per apprezzare quanto esposto a Venezia? Escludiamo debba possedere un'accurata conoscenza della storia dell'arte perché due millenni e oltre di cultura artistica risultano totalmente inutili per una valutazione dell'oggi lagunare. Evidentemente non è considerato utile il cosiddetto senso estetico, o l'ancor più banale buon gusto. Può darsi che una competenza ginecologica sia più conveniente, a patto che abbia creato quell'assuefazione alle faccende intime da non dover costringere il visitatore a perlustrare la mostra rigorosamente a stomaco vuoto, pena sconvolgimenti viscerali poco raccomandabili, Nell'attesa di sapere quale sia la preparazione adatta ci viene un dubbio: e se fossero Barilli, la due curatrici della mostra e simili esperti a non essere adeguati ad occuparsi di arte?