MESTRE. Sarà un museo senza oggetti, che racconterà il '900 attraverso le immagini. «Il 900 è il secolo delle immagini in fondo dice Giuliano Segre fino a poco più di un mese fa presidente della Fondazione di Venezia le immagini sensoriali dell'inesistente avranno nel museo M9 un ruolo così importante e profondo da avvolgere il visitatore e raccontargli una storia». Il progetto che nel giorno dell'anteprima del Festival della politica Guido Guerzoni project manager di M9 e Giuliano Segre raccontano è quello che ormai sa tutta la città: un museo in cui si potrà viaggiare all'interno di vecchie foto, rese vive e reali con l'uso del 3D, usare giganti touch screen come tablet, collegare lo smartphone a piattaforme interattive e visitare le sale del museo usando gli occhiali a realtà aumentata che daranno informazioni interattive basandosi sullo sguardo del visitatore. M9, il museo che avrà tre anime: quella dedicata alla storia del '900 italiana e di Mestre, letta secondo una logica comparativa; quella del mondo «innovation retail», ovvero i negozi e gli spazi di merchandising (e non solo) che troveranno spazio al suo interno senza «tradire» la logica museale e la «smart city», che tra tethering di file, connessioni wifi free e veicoli elettrici a disposizione di tutti renderanno il «city district» dell'M9 come ormai è stato ribattezzato, più facile da vivere. Il problema rimane, però. Perché tutto questo per ora è ancora soltanto un racconto. «Lo sappiamo che le richieste sono molte, che le persone da fuori vedono sempre la stessa cosa dice Segre ma il progetto sta andando avanti ed entro il 2017 dovremo farcela». Sarà un museo insolito, dice Segre: «Il progetto che stiamo sviluppando si avvale dell'esperienza di Valerio Zingarelli che è un ingegnere. Daremo una sferzata a nuovi progetti di trasmissione dell'informazione. La realtà è che costruire il Museo di Mestre è un'operazione di grande difficoltà che potrebbe avere un risultato modesto, ma saremo i pionieri di una strada altrove non percorribile. A Mestre è possibile portare prodotti che a Venezia non sono accolti. A Venezia ci sono 42 musei che fanno informazione totale sugli argomenti di cui si occupano ma che non hanno niente di tutto questo». Nella presentazione un esempio tra tanti: l'oculos, un cannocchiale che permetterà di vedere la realtà aumentata. «E' importante che si faccia a Mestre nell'ottica della Città metropolitana non poteva esserci luogo migliore», conclude Segre. «Vogliamo restituire alla città il racconto di sé stessa aggiunge Guerzoni di momenti di condivisione cittadina c'è bisogno».