Roma, nel VI secolo avanti Cristo, nell'epoca dei Tarquini, era più ampia e ben più urbanizzata di quanto abbiamo creduto fino a oggi. L'area del Quirinale, che secondo gli studiosi in quel periodo era occupata solo da necropoli o da edifici sacri, in realtà ospitava già abitazioni ben strutturate e ricche di arredi domestici. Roma, nel VI secolo avanti Cristo, quindi negli anni del re Servio Tullio, era più ampia e ben più urbanizzata di quanto abbiamo creduto fino a oggi. L'area del Quirinale, che secondo gli studiosi in quel periodo era occupata solo da necropoli o da edifici sacri, in realtà ospitava già abitazioni ben strutturate e ricche di arredi domestici. La scoperta risale a poche settimane fa e si deve agli scavi seguiti dalla soprintendenza speciale per il Colosseo, il Museo nazionale romano e l'Area archeologica di Roma all'interno di palazzo Canevari, ex Istituto Geologico, oggi di proprietà di Cdp Immobiliare srl (il gruppo Cassa Depositi e Prestiti). Siamo in largo di Santa Susanna, all'inizio di via Bissolati, a pochi metri dal Quirinale e da via Veneto. Gli scavi hanno svelato una casa della prima metà del VI secolo e usata fino alla seconda metà: una pianta rettangolare, due ambienti , uno zoccolo di blocchi di tufo con un ingresso, probabilmente preceduto da un portico, che si apre sui lati lunghi. E qui sorgevano muri rivestiti di intonaco di argilla coperti da un tetto di tegole. Vista la posizione elevata, tutto lascia pensare a una famiglia ricca, di rango, forse legata alla cura dell'area sacra vicina (il custode, probabilmente) dove poi nel V secolo avanti Cristo sarebbe sorto l'immenso tempio già emerso negli anni scorsi (resta ignota la divinità alla quale era dedicato perché manca materiale cultuale e decorativo). La «casa dei re», come l'hanno ribattezzata con affetto gli archeologi impegnati sotto la guida di Mirella Serlorenzi, poteva avere una dimensione di tre metri e mezzo per dieci di pianta con un'altezza di circa tre metri» Insomma, va in qualche modo rivista la pianta di Roma arcaica così come era immaginata fino a oggi: le Mura Serviane, anche loro del VI secolo, proteggevano un abitato molto ampio. Lo stato di conservazione della casa è ritenuto straordinario. La loro insolita qualità si deve a una serie di circostanze storico-urbanistiche: l'area apparteneva, fino al 1873, al convento dei Carmelitani. Poi arrivò l'esproprio «per pubblica utilità» e la trasformazione dell'edificio nell'Istituto Geologico, realizzato da Raffaele Canevari (autore di gran parte dei «muraglioni» che ora arginano il Tevere nell'area del centro storico). Ma l'area archeologica rimase fortunatamente intatta. A svelare la novità sono stati i lavori di ristrutturazione decisi dal gruppo Cassa Depositi e Prestiti che sta restaurando l'edificio (vincolato dal 1991) per destinarlo con ogni probabilità ad uffici, comunque a una destinazione di tipo privato. Il sovrintendente Francesco Prosperetti assicura che gli scavi non verranno reinterrati (come spesso avviene in questi Casi quando è impossibile una musealizzazione dei reperti) ma anzi saranno visibili al pubblico: «Stiamo già valutando delle proposte progettuali per una musealizzazione dell'edificio, sarà organizzata una fruizione compatibile con la destinazione d'uso del palazzo». Visto che arriveranno degli uffici, è prevedibile che gli scavi saranno visibili nel fine settimana, ovviamente una volta ultimati i lavori. Una cosa è certa: la proprietà si ritrova ora con un valore anche culturale incalcolabile che farà lievitare anche quello commerciale. I reperti diventano ancora più preziosi, ha sottolineato ieri Prosperetti, pensando che l'area del Quirinale dopo l'Unità d'Italia fu sottoposta a una poderosa urbanizzazione che spazzò via molti reperti arcaici.
Roma era più grande, ecco la casa dell'epoca dei Tarquini
Riassunto in 200 parole:
Gli scavi recenti a Roma hanno svelato una casa del VI secolo avanti Cristo, nel quartiere di Santa Susanna, vicino al Quirinale. La casa, scoperta dalla soprintendenza speciale per il Colosseo, il Museo nazionale romano e l'Area archeologica di Roma, era occupata da una famiglia ricca e potente. La pianta della casa era rettangolare, con due ambienti e un ingresso, e era rivestita di intonaco di argilla con un tetto di tegole. La casa era situata in un'area elevata, che lascia pensare a una famiglia di rango e potere. La scoperta è stata considerata straordinaria, grazie al buon stato di conservazione della casa e alla sua posizione.
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